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· Rischio Sismico e Strategie di Riduzione · · MESSINA:
DAL TERREMOTO DEL 1908 ALLA VALUTAZIONE DI SCENARI · DI DANNO
DEL 2008 * · Rui Pinho ** Helen Crowley ** ·
· PRINCIPALI TERREMOTI STORICI E CARATTERISTICHE DELLA CITTÁ DI MESSINA
NEL 1908
· LE CONSEGUENZE DEL TERREMOTO DEL 1908 · Simulazione del terremoto nella Messina di
oggi · Implicazioni per la Messina e l’Italia di oggi · · · · · * Articolo già pubblicato nella rivista
"L'INGEGNERE ITALIANO", supplemento al N. 347, Anno XLI - marzo
2009, e autorizzato all'inserimento in questo sito web dal Consiglio
Nazionale Ingegneri ** Centro Europeo per Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica
(EUCENTRE, Pavia). Il lavoro descritto in questo articolo ha beneficiato
anche dei contributi di M. Lopez (EUCENTRE), A. Teramo, A. Bottari, D.
Termini, M.S. Teramo (Osservatorio Sismologico dell'Università di Messina),
G. Cultrera, M. Cocco, A. Cirella, A.Herrero, A. Piatanesi, S. Lorito, F.
Romano (INGV Roma), M. Mai, W. Imperatori (ETH Zurich). Studi del tipo
presentato in questo articolo, ripetuti per centinaia di possibili scenari
sismici, possono costituire un utile strumento per calcolare le conseguenze
in termini di impatto economico e di vittime in diverse aree d’Italia La storia degli eventi distruttivi del passato, nell'area dello Stretto, evidenzia l'impatto che i forti terremoti hanno avuto sul territorio e, in particolare, le considerevoli perdite economiche e sociali causate alla città di Messina negli ultimi 250 anni. PRINCIPALI
TERREMOTI STORICI E CARATTERISTICHE DELLA CITTÁ DI MESSINA NEL 1908
Prima dell'evento
del 1908 si erano già verificati, nell'area dello Stretto di Messina, un
certo numero di eventi distruttivi: 5, 6 e 7 febbraio 1783 (Mw 6.9, 5.9, 6.6,
rispettivamente), 28 marzo 1783 (Mw 6.9), 16 novembre 1894 (Mw 6.1), 8
settembre 1905 (Mw 7.1), e 23 ottobre
1907 (Mw 5.9). I terremoti del
1783 causarono circa 30.000 vittime e perdite di beni pari a un valore
stimato di 2,4 miliardi di Euro, se riportate al valore attuale. Numerose
città e villaggi furono interamente o quasi completamente distrutti, e il territorio
subì cambiamenti geomorfologici permanenti:fessurazioni e innalzamenti o
abbassamenti del terreno, frane, ostruzioni di fiumi con conseguente
formazione di nuovi piccoli laghi. Il terremoto del
1894 (Mw 6.1) provocò la morte di oltre 100 persone, mentre più di 400 furono
ferite in modo grave e più di 500 solo lievemente. All'interno della
provincia di Messina, 200 abitazioni crollarono parzialmente e quasi 10.000
furono danneggiate. Si ritiene, invece, che il terremoto del 1905 (Mw7.1) si
sia verificato in mare aperto, causando la morte di più di 500 persone e
ferendone gravemente circa 900. Per il terremoto del 1907, viene riportato un
numero di 175 vittime (1).
Nonostante l'elevata magnitudo dei terremoti storici, la sismicità
strumentale registrata in questa zona negli ultimi decenni, distribuita su
una vasta area, non comprende terremoti con magnitudo maggiore di 4. La
storia degli eventi del passato evidenzia l'impatto che i forti terremoti
hanno avuto in quest'area e, in particolare, le considerevoli perdite
economiche e sociali causate alla città di Messina negli ultimi 250 anni (Figura 1).
Figura 1: Mappa
dello Stretto con i terremoti storici risentiti nell’area La distruzione
causata dai terremoti del 1783, per quanto notevole, non coinvolse l'intera
area urbana della città di Messina. Alla fine del 1800, infatti, la città
manteneva il suo stile medievale, con solo alcuni interventi realizzati dagli
Spagnoli tra il 1500 e il 1600 per esigenze sanitarie, politiche e culturali.
All'inizio del Ventesimo secolo la città conservava ancora gran parte delle
sue mura originali e stava iniziando a espandersi verso Sud sulla base del
Piano Urbano Spadaro realizzato nel 1869; secondo tale piano, l'area dal
Portalegni al Cimitero fu progettata utilizzando una griglia regolare e con
grandi aree destinate a giardini pubblici. In base al Censimento della
popolazione del 1901, il Comune di Messina contava 150.240 abitanti, dei
quali 93.196 vivevano all'interno della città. Al tempo del terremoto di Messina,
sebbene alcuni degli edifici più importanti fossero ben costruiti secondo la
pratica costruttiva del tempo, le case venivano generalmente realizzate con
muri a secco e malta scadente. Inoltre, le norme di costruzione venivano
spesso violate con altezze degli edifici eccessive, che in alcuni casi
raggiungevano i 15 m, mentre le strade spesso erano larghe solo 3 m (2). In molti casi gli edifici erano il
risultato di sopraelevazioni di edifici esistenti, realizzate senza un
opportuno consolidamento della struttura portante o delle fondazioni (Figura 2).
Figura 2: La
città di Messina del diciannovesimo secolo Il terremoto
del 1908, oltre a causare notevoli perdite di vite umane, comportò una seria
crisi economica, della quale la città di Messina, probabilmente, soffre
ancora le conseguenze. Questo terremoto rappresenta uno degli eventi più
forti nel catalogo italiano e il più grande terremoto italiano per il quale
si disponga di sismogrammi. LE CONSEGUENZE DEL TERREMOTO DEL 1908 Il terremoto del
1908, che scosse la Calabria meridionale e la Sicilia orientale, provocò i
maggiori danni nelle città di Reggio Calabria e Messina. Alle 5:20 del
mattino la maggior parte degli abitanti della città si trovava in casa, a
letto, e fu proprio questa una delle cause principali delle notevoli perdite
di vite umane (stimate tra le 70.000 e le 90.000 vittime): più del 40% della
popolazione di Messina, e più del 25% di quella di Reggio Calabria, persero
la vita in questo terremoto. Oltre al consistente numero di vittime, il
terremoto comportò una seria crisi economica, della quale la città di
Messina, probabilmente, soffre ancora le conseguenze (3). Le caratteristiche fisiche dell'evento
principale sono state studiate da molti ricercatori. Il terremoto è stato
registrato da 110 stazioni nel mondo, sebbene alcune di queste registrazioni
non siano utilizzabili per analisi sismologiche. Esistono comunque circa
trenta registrazioni che furono poi usate da diversi autori per valutare la
geometria e i parametri della faglia all'origine dell'evento. Le stime della
magnitudo dell'evento variano da 6,9 a 7,5; (3) nonostante le differenze nei valori di magnitudo indicati, questo
terremoto rappresenta uno degli eventi più forti nel catalogo italiano e il
più grande terremoto italiano per il quale si disponga di sismogrammi. La scossa, che
causò il collasso di molti edifici precari in muratura (dove i muri subirono
spostamenti fuori dal loro piano a causa delle scadenti connessioni con i
setti trasversali) non rappresentò comunque l'unica causa della considerevole
perdita di vite umane, se si considerano gli incendi che divamparono in
alcune zone della città, e lo tsunami che investì la costa. Proprio pochi
minuti dopo il terremoto, infatti, le onde di uno tsunami devastante
inondarono le coste della Sicilia orientale e della Calabria occidentale. Gli
effetti di tali onde furono impressionanti: viene riportato che uccisero più
di 1500 persone e produssero un danno ingente alle comunità costiere (Figura
3).
Figura 3:
Crolli fuori dal proprio piano delle pareti di un edificio situato in Piazza
Cavallotti (dalle Collezioni di RMS-Republic.com) Simulazione del terremoto nella Messina di oggi Sono stati analizzati
i possibili effetti prodotti nell'area di Messina da uno scenario sismico con
caratteristiche simili a quelle del terremoto del 1908 (4). Si è ipotizzato quindi un terremoto di
magnitudo 7.1 originato da una faglia normale lunga 40 km e larga 20 km
ubicata nello stretto di Messina, ed è stata valutata la vulnerabilità
sismica dell'attuale patrimonio edilizio della città, sfruttando diverse
fonti di dati: il Censimento ISTAT della Popolazione e delle Abitazioni del
1991, indagini sul campo e immagini satellitari (Figura 4).
Figura 4:
Numero di edifici all’interno di ogni sezione di censimento di Messina Si è dunque
stimato che il 52% degli edifici nella città di Messina potrebbe risultare
danneggiato da un sisma con queste caratteristiche, il che implicherebbe una
perdita economica diretta di 3,5 miliardi di Euro circa, soltanto per la
riparazione dei danni strutturali dovuti al solo scuotimento del terreno. La
considerazione dei costi collegati, per esempio, alla riparazione dei danni
non-strutturali, all'interruzione delle attività commerciali, o alle
conseguenze degli incendi, potrebbe facilmente fare raddoppiare la cifra
sopraindicata. Oltre alle
conseguenze economiche, lo stesso scenario sismico condurrebbe anche ad un
significativo numero di vittime nella città di Messina, fino a 30.000 per i
soli crolli strutturali causati dallo scuotimento del terreno (trascurando
quindi effetti dello tsunami, dell'insufficiente assistenza ospedaliera, ecc
). Dall'analisi
dei possibili effetti prodotti nell'area di Messina da uno scenario sismico
con caratteristiche simili a quelle del terremoto del 1908, si è stimato che
il 52% degli edifici potrebbe risultare danneggiato e si avrebbe un numero di
vittime fino a 30.000 per i soli crolli strutturali. Implicazioni per la Messina e l’Italia di oggi E'
improbabile che la prossima grave catastrofe in Italia sia una ripetizione
del terremoto di Messina del 1908, in termini di magnitudo e di ubicazione,
ma molte delle caratteristiche degli edifici di Messina sono comuni ad altre
città del sud Italia. Quindi, le conseguenze in termini di impatto economico
e vittime qui calcolate possono riguardare eventi simili in altre Regioni in
Italia. E' altamente probabile che il prossimo forte terremoto in Italia
porrà il problema della sostenibilità da parte del governo dei costi di
riparazione dei danni dovuti al terremoto, come ha fatto in passato. In
Turchia, per esempio, in seguito al terremoto del 1999, fu istituita la
Compagnia Turca di Assicurazione per le Catastrofi, che obbligò i proprietari
di case ad acquistare dal governo un premio di assicurazione contro il
terremoto. Il governo usò quindi questi premi per tutelarsi, ottenendo a sua
volta un'assicurazione dal mercato delle riassicurazioni. Studi del tipo presentato
in queste pagine, ripetuti per centinaia di possibili scenari sismici in
Italia, sono utili per calcolare la media annuale di perdite in diverse aree
d'Italia, permettendo di comprendere quale potrebbe essere l'onere
finanziario a carico del governo; studi simili sono già stati eseguiti dal
Dipartimento della Protezione Civile. Inoltre, tali scenari di danno vengono
utilizzati negli studi di mitigazione del rischio nei quali l'impatto
dell'adeguamento sismico delle strutture è valutato in termini di riduzione
delle perdite economiche. Questa riduzione può essere quindi paragonata con i
costi di intervento per verificare se l'operazione sia finanziariamente
conveniente. Questo approccio permette di destinare opportunamente le risorse
disponibili per il ricondizionamento degli edifici. Per
una città come Messina, dove sono state recentemente approvate leggi
riguardanti il recupero delle aree degradate della città demolendo le baracche residue e costruendo
ulteriori case popolari, un piano urbanistico dettagliato della città è della
massima importanza. Studi simili a quello qui presentato potrebbero
costituire un utile strumento di supporto alla pianificazione urbana, tenendo
in considerazione sia le aree della città che potrebbero essere maggiormente
scosse dai terremoti, sia le tipologie di costruzione che sono più
vulnerabili a questi movimenti del terreno. Infine, per questa città la
valutazione di scenari di danno potrà avere un ruolo fondamentale nella
preparazione di piani di gestione d'emergenza del post-terremoto. É altamente
probabile che il prossimo forte terremoto in Italia porrà il problema della
sostenibilità da parte del governo dei costi di riparazione dei danni. Studi simili
a quello qui presentato potrebbero costituire un utile strumento di supporto
alla pianificazione urbana, tenendo in considerazione sia le aree della città
che potrebbero essere maggiormente scosse dai terremoti, sia le tipologie di
costruzione che sono più vulnerabili a questi movimenti del terreno. NOTE
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