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· Sismicità e Dinamica dei Terreni · · LIQUEFAZIONE
DEL TERRENO ·
· FENOMENO DELLA LIQUEFAZIONE
· MANIFESTAZIONI DELLA LIQUEFAZIONE
· · · · · · · · FENOMENO DELLA LIQUEFAZIONE Principio degli sforzi efficaci
Per comprendere
il fenomeno della liquefazione è necessario prima considerare il Principio
degli Sforzi Efficaci. Questo afferma che in un terreno saturo, i cui
spazi interstiziali sono riempiti completamente d'acqua, agisce nello
scheletro solido una tensione efficace s' data da:
dove s è la tensione totale agente ortogonalmente a qualsiasi piano passante
per un generico punto, e p è la pressione dell'acqua nel medesimo punto.
Esprimendo il Criterio di Resistenza di Mohr-Coulomb in termini di
tensioni efficaci, la resistenza al taglio che può essere mobilitata su un
piano normale n soggetto a una tensione normale totale sn, è data da:
essendo f l'angolo di resistenza al taglio del materiale e c la coesione. Cause del fenomenoPer liquefazione
si intende un processo di accumulazione della pressione del fluido
interstiziale che causa in un terreno non coesivo (sabbia, ghiaia, limo non
plastico) saturo diminuzione della resistenza e/o rigidezza a taglio a
seguito dello scuotimento sismico, potendo dar luogo a deformazioni
permanenti significative. La liquefazione consiste quindi in una diminuzione
della resistenza del terreno, a seguito del raggiungimento della condizione
di fluidità. La perdita totale della resistenza viene raggiunta quando la
pressione dell'acqua che riempie gli interstizi arriva a uguagliare la
pressione di confinamento, rendendo nulle le tensioni efficaci trasmesse
attraverso le particelle solide. Una volta che il terremoto ha innescato il
processo di liquefazione, la massa del suolo resta in movimento fino a che
non raggiunge una nuova condizione di stabilità. Dalla relazione
(2) si vede che la liquefazione si attua quando il valore limite della
tensione tangenziale tn tende a zero. E' necessario precisare che
la (2) è una relazione del tutto generale, indipendentemente dalla presenza o
meno dell'azione sismica. Come si osserva facilmente il pericolo di
liquefazione aumenta al diminuire della coesione c, dell'angolo di attrito f, della tensione totale sn, e all'aumentare della pressione interstiziale p. Tale pericolo
riguarda pertanto i depositi superficiali di terreni incoerenti o debolmente
coerenti, in presenza di falde acquifere. Le azioni
cicliche di un sisma hanno l'effetto di incrementare notevolmente il
potenziale di liquefazione del terreno, provocandone la compattazione: ciò
riduce il volume dei vuoti aumentando di conseguenza la pressione dell'acqua
interstiziale. Questo implica una perdita di resistenza dovuta a meccanismi
di generazione di sovrapressione interstiziale nel terreno in condizioni non
drenate, vale a dire di deformazione a taglio a volume costante. Ciò è
essenzialmente dovuto alla rapidità dei processi di sollecitazione agenti,
troppo brevi perché possa avere inizio la dissipazione delle pressioni
accumulatesi nel fluido. Dai casi
verificatisi in passato si è capito che questo fenomeno è profondamente
influenzato dal numero dei cicli N del terremoto, dalla densità relativa D e
dalla granulometria del terreno. Un terreno incoerente, a parità di altri
fattori, è maggiormente esposto al pericolo della liquefazione quanto minore
è la sua densità relativa. Il potenziale di liquefazione aumenta poi,
ovviamente, al crescere di N. MANIFESTAZIONI DELLA LIQUEFAZIONE La manifestazione
della liquefazione può dare origine ad effetti di varia natura: - affondamento di
edifici nel terreno (Figura 1(a)) - scorrimento di
pendii (Figura 1(b)) - collasso di terrapieni,
rilevati stradali e opere di terra in genere (Figura 1(c)) - collasso di
palificate per perdita di connessione laterale (Figura 1(d)) - zampillio di
copiosi getti d'acqua e di sabbia con formazione dei caratteristici coni
(Figura 1(e)) - collasso di
opere di sostegno per sovraspinta del terreno a monte (Figura 1(f))
Figura 1 Liquefazione con trasporto di materialeQuesto
fenomeno è dovuto al collasso per instabilità accompagnato da trasporto
laterale di materiale. Esso può verificarsi solo quando agiscono nella massa
del terreno tensioni tangenziali statiche (ad esempio sotto una fondazione),
e nel contempo tali tensioni risultano maggiori della resistenza a taglio
residua del materiale liquefatto. In tali condizioni la massa del terreno
fluisce fino a quando non avrà raggiunto nuove condizioni di stabilità, che
dipendono anche dalla configurazione geometrica iniziale della massa stessa.
Come detto, l'azione di un sisma può provocare un incremento di pressione
interstiziale, necessario per raggiungere la condizione di instabilità che
innesca la liquefazione con trasporto di materiale. Attraverso un'analisi
geotecnica delle condizioni iniziali del terreno (indice dei vuoti, tensioni
di confinamento, tensioni tangenziali agenti), ed il loro accertamento per
via sperimentale, è possibile valutare la possibilità che si verifichino
fenomeni di liquefazione con trasporto di materiale. E' importante
sottolineare che in questi fenomeni il collasso e il trasporto del materiale
possono occorrere quasi istantaneamente. Liquefazione
con mobilità ciclica A differenza del
caso precedente, le deformazioni del terreno associate a fenomeni di mobilità
ciclica si sviluppano più gradualmente, secondo un processo incrementale
governato dalle tensioni tangenziali cicliche prodotte dal terremoto. E'
quindi importante valutare, in particolare sotto l'azione del terremoto di
progetto, se gli eventuali materiali non coesivi saturi presenti nel terreno
di fondazione di un sito di progetto sono suscettibili di mobilità ciclica o
no. A partire dagli
anni '60 furono eseguite sperimentazioni sul comportamento di provini di
sabbie sature sottoposti a carico ciclico. Per simulare lo
stato tensionale in sito in assenza di tensioni tangenziali statiche
(condizioni di terreno piano) e consolidazione isotropa, le prove di
laboratorio sottoponevano i provini a regimi triassiali. In una tipica
prova ciclica si osservano i seguenti risultati: · Fino ad un certo
numero di cicli le deformazioni prodotte da ciascun ciclo si mantengono
limitate (inferiori all'1%), mentre la pressione interstiziale aumenta
secondo un processo caratteristico di accumulazione progressiva. Esso è
dovuto all'accoppiamento che si produce nei mezzi granulari tra
sollecitazioni tangenziali cicliche e deformazione volumetrica permanente:
essendo in condizioni non drenate questa è impedita e si ha trasferimento
delle tensioni dallo scheletro solido al fluido. · Viene raggiunto uno
stato nel quale la pressione interstiziale uguaglia per un istante la
tensione di confinamento: tale stato
viene detto liquefazione iniziale. Il numero di cicli
necessario per raggiungere questa condizione è funzione della densità
relativa, della tensione di confinamento e dell'ampiezza della sollecitazione
ciclica. · A partire
dall'istante della liquefazione iniziale le deformazioni in ciascun ciclo
successivo aumentano: tale aumento è rapidissimo per sabbie sciolte, e medie,
e lento per sabbie dense. · Nelle sabbie
sciolte lo stato di collasso per liquefazione si può fare coincidere con la
liquefazione iniziale, mentre per le prove su sabbie dense si assume come
indice del collasso un valore di ampiezza della deformazione ciclica del 5%.
Nel caso di sabbie dense o molto dense si può escludere che una condizione di
collasso venga raggiunta in sito durante un terremoto, poiché il collasso si
raggiunge dopo centinaia di cicli di carico a partire dalla liquefazione
iniziale. |
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