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SISMICHE – TEORIA MATEMATICA ·
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· Onde Primarie (onde P) · Onde Secondarie (onde S) · ONDE DI
SUPERFICIE · Onde di Rayleigh (onde R) · Onde di Love (onde L) · · · INTRODUZIONE Un terremoto consiste in una sorgente che irradia energia attraverso il terreno, e che si propaga sotto forma di onde sismiche, la quali raggiungendo una struttura ne determinano lo scuotimento. In questo capitolo si fornisce una breve trattazione analitica dei modelli matematici delle onde sismiche, le quali possono essere catalogate in due grandi categorie:
onde di volume onde di
superficie ONDE DI VOLUME Si consideri un materiale
omogeneo, isotropo, elastico lineare indefinito. Si assuma l'ipotesi che il
materiale non dissipi energia elastica nella sua deformazione, insieme
all'ipotesi di piccoli spostamenti e forze di volume trascurabili. Partendo
dalle equazioni indefinite di equilibrio e di congruenza, si dimostra che le
equazioni del moto per un volume elementare di tale materiale assumono, in un
riferimento cartesiano (x, y, z), la forma seguente:
essendo: s = (u,v,w) il vettore delle componenti cartesiane dello spostamento; r la densità del
materiale; Ñ = (¶/¶x, ¶/¶y, ¶/¶z) l'operatore vettoriale gradiente; Ñ2 = (¶2/¶x2+¶2/¶y2+¶2/¶z2)
l'operatore scalare di Laplace; l e m = costanti elastiche di Lamé, funzioni dei moduli elastico E e
tangenziale G del materiale; t = tempo. La (1) in
componenti cartesiane assume le seguenti espressioni:
dove si è
indicato con:
la deformazione
unitaria di volume (dilatazione cubica). Dalle relazioni (2), (3) e (4) si
dimostra che è possibile ricavare le seguenti equazioni:
essendo w=½rot(s) il vettore rotazione, pari alla metà del rotore del
campo vettoriale s degli spostamenti. Ora il modello matematico più generale
descrivente la propagazione delle onde in un mezzo è dato dalla seguente
equazione differenziale alle derivate parziali:
nella quale A è l'effetto
(scalare o vettoriale) che si propaga nel mezzo con velocità V. Si vede
allora che la (1) rappresenta allora la propagazione di due tipi di onde: onde
primarie, o onde P, e onde secondarie, o onde S. Le
onde P ed S sono definite onde di volume. Onde Primarie (onde P) Confrontando la
(6) con la (8) si vede che la (6) esprime la propagazione ondosa della
dilatazione cubica D con velocità:
Il significato fisico
delle onde P e delle onde S può essere facilmente dedotto analizzando la
propagazione monodimensionale, ad esempio lungo x. Ponendo allora ¶/¶y = ¶/¶z =
La (10) mostra che
le onde P comportano spostamenti nella direzione di propagazione. Per effetto
di queste onde un elemento di volume subisce una serie di successive
compressioni e rarefazioni, conservando inalterata la propria forma (Figura
1). Per questo motivo le onde P sono anche chiamate onde di compressione.
Figura 1 Onde Secondarie
(onde S) Analogamente, il
confronto della (7) con la (8) dimostra che la (7) esprime la propagazione
ondosa della rotazione w con velocità:
Poiché risulta
che VP > VS, le onde governate dalla (6) sono dette onde
primarie (o onde P), mentre le onde governate dalla (7) sono dette
onde secondarie (o onde S), e questo giustifica il loro nome.
Analogamente, ponendo, invece, ¶/¶y = ¶/¶z = 0 nell'equazione (7) otteniamo in componenti cartesiane le
seguenti equazioni:
La (12) e la (13)
mostrano, invece, che le onde S inducono spostamenti puramente ortogonali
alla direzione di propagazione. Un generico elemento di volume attraversato
da queste onde subisce una serie di successive distorsioni, conservando
inalterato il proprio volume (Figura 2). Per questo motivo le onde S sono
anche chiamate onde di taglio.
Figura 2 ONDE DI SUPERFICIE
Si è quindi dimostrato
che attraverso un mezzo continuo elastico, omogeneo, isotropo, indefinito
possono propagarsi due e soltanto due tipi di onde, le onde primarie P e le
onde secondaria S. La presenza di una superficie libera determina la
propagazione, in prossimità di questa, di una nuova classe di onde, le onde
di superficie. Esse si formano quando l'energia di vibrazione delle onde
sismiche si propaga dagli strati profondi verso la superficie terrestre.
Queste onde posseggono caratteristiche simili alle onde gravitazionali che
perturbano la superficie libera delle masse fluide, dando luogo a moti
ondulatori la cui ampiezza tende rapidamente a decrescere verso l'interno. Si assuma che la
superficie di discontinuità coincida con il piano xy, con l'asse z diretto
verso l'interno del semi-spazio, e che la direzione della propagazione ondosa
sia concorde all'asse x. Come per le onde di volume, anche le onde di
superficie appartengono a due categorie distinte: Onde di Rayleigh, e Onde
di Love. Onde di Rayleigh (onde R) Si dimostra che
una generica particella solida, investita da un'onda di Rayleigh (detta anche
onda R), tende a oscillare sia in direzione x che in direzione z,
seguendo di fatto un'orbita ellittica (Figura 3). Le ampiezze u degli
spostamenti lungo x tendono rapidamente a decrescere verso l'interno del
mezzo, mentre le ampiezze w lungo z decrescono con minore rapidità. La
velocità di propagazione VR risulta, approssimativamente:
Figura 3 Onde di Love
(onde L) Un'onda di Love
(detta anche onda L) può propagarsi unicamente attraverso uno strato
omogeneo limitato, da un lato, da una superficie libera, dall'altro, da un
semispazio le cui caratteristiche meccaniche differiscono da quelle dello
strato. Si dimostra che essa produce spostamenti v in direzione y delle sole
particelle (Figura 4). La velocità di propagazione VL è intermedia
fra la velocità delle onde di taglio dello strato e la velocità delle onde di
taglio del semispazio.
Figura 4 |
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