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· Modellazione Strutturale: Analisi Modale · · COMBINAZIONE DELLE RISPOSTE MODALI · · INTRODUZIONE
· ANALISI MODALE DEI SISTEMI MDOF
· NUMERO DEI MODI DA CONSIDERARE NELL’ANALISI · CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEI VALORI MASSIMI · Combinazione Euclidea · Combinazione Quadratica Completa · ·
· · INTRODUZIONE In ambito
progettuale è di interesse primario conoscere i valori massimi dei parametri
strutturali che maggiormente condizionano la progettazione esecutiva della
costruzione, come ad esempio il taglio massimo alla base o lo spostamento
massimo di un punto di controllo particolare. Normalmente la valutazione dei
parametri strutturali che caratterizzano il comportamento dinamico, e quindi
le relative sollecitazioni, la si ottiene realizzando un modello
computazionale della struttura (modello ad elementi finiti MDOF).
Nell’ipotesi di un comportamento strutturale di tipo elastico lineare,
l’analisi della risposta, ovvero la valutazione degli effetti dell’azione
sismica, può essere effettuata mediante l’impiego dell’Analisi Dinamica
Multimodale con Spettro di Risposta, detta più semplicemente Analisi
Modale. Come si è detto,
lo spettro di risposta S(T,x) fornisce (per
un valore specifico di x) i massimi (in termini di spostamento, velocità o accelerazione)
della risposta di un sistema SDOF al variare del suo periodo T, quando esso è
soggetto ad un accelerogramma caratterizzato da un’accelerazione di picco al
suolo che definisce proprio il valore di ancoraggio (per T = 0) dello spettro
stesso. Ovviamente, in sede di progetto, e quindi di modellazione
strutturale, gli spettri di risposta che vengono effettivamente utilizzati
non sono quelli riferiti ad accelerogrammi reali, ma sono quelli indicati
nelle normative sismiche, ottenuti mediante complesse procedure di tipo
statistico-probabilistiche applicate a moltissimi accelerogrammi “veri”. ANALISI MODALE DEI SISTEMI MDOF Come accennato,
nell’ipotesi che per un sistema strutturale a N gradi di libertà valgano le
condizioni per l’applicabilità dell’Analisi Modale, ovvero per la struttura
si ipotizza, in via rigorosa o sufficientemente approssimata, un
comportamento elastico lineare (sistemi lineari MDOF), il suo comportamento
dinamico effettivo x(t) può essere ottenuto come combinazione lineare
di N risposte modali relative agli N modi di vibrare Fn del sistema, secondo la relazione:
essendo [F]la matrice modale. Con questa trasformazione di coordinate le
equazioni del moto (equazioni disaccoppiate) del sistema assumono la seguente
forma:
nella quale xn è il rapporto di smorzamento modale
e Ln il coefficiente di partecipazione modale. Per la
linearità della struttura, poi, ciascun effetto E(t) (parametro di
sollecitazione o deformazione), dovuto all’azione sismica, che sia funzione
lineare delle xn(t) (componenti di x(t)) è anche funzione
lineare delle Yn(t), scrivendo:
con An
opportuni coefficienti di combinazione. La (3) può essere vista come la
somma, estesa a tutte le risposte modali, dei singoli contributi dei
parametri En(t) relativi a ciascun n-esimo modo
Per esempio, se
E(t) rappresenta il taglio alla base di un edificio multipiano si dimostra
che An=Lnwn2, essendo Ln il fattore modale dell’azione sismica. Impostazione del problemaCome visto,
mediante l’Analisi Modale la risposta della struttura in termini di effetti E
(sollecitazioni o spostamenti) è ottenuta come somma di N effetti En
(se N è il numero dei gradi di libertà del sistema), ognuno relativo
all’n-esimo modo di vibrare della struttura, calcolati risolvendo le N
equazioni (2) dei sistemi SDOF nei quali viene disaccoppiato il
sistema MDOF. Come anticipato
all’inizio, il problema che si pone è quello relativo alla valutazione dei
valori massimi di E, valori che saranno successivamente considerati in fase
progettuale per il dimensionamento degli elementi strutturali. In relazione a
questo problema, l’analisi dinamica del modello computazionale richiede
inizialmente che si specifichi la metodologia che deve essere adottata per il
calcolo dei massimi. Nell’ambito dell’analisi modale, tale metodologia
costituisce una procedura approssimata in ordine a due scelte precise: - numero dei modi
da considerare nell’analisi - criteri per la
valutazione dei valori massimi NUMERO DEI MODI DA CONSIDERARE NELL’ANALISI Una
corretta applicazione dell’Analisi Modale, prevede di considerare, nella
sommatoria della la (1), N modi di vibrare. Ciò implica che, se il numero dei
gradi di libertà del modello strutturale è elevato, l’onere computazionale
connesso al calcolo degli autovalori (frequenze angolari) ed autovettori
(modi di vibrare) dei singoli sistemi SDOF può diventare notevole. Tuttavia,
per la determinazione dei parametri modali e quindi di sollecitazione, non è
necessario considerare tutti gli N modi di vibrare. In particolare, è
possibile trascurare, con sufficiente approssimazione, i modi caratterizzati
dalle frequenze wn più alte: questo fondamentalmente per due motivi: (1) I coefficienti di partecipazione modale decrescono al
crescere delle frequenze: questo
è dovuto al fatto fisico che gli autovettori corrispondenti alle frequenze
maggiori hanno un più elevato numero di intersezioni con la fondamentale e
pertanto partecipano meno al moto sismico; (2) l’influenza dell’azione sismica sui modi di vibrare
decresce al crescere delle frequenze: questo
è dovuto al fatto fisico che, a parità di coefficienti di partecipazione
modale, il sisma ha una potenza apprezzabile nel campo delle medie e basse
frequenze e pertanto il moto sismico influenza poco i modi corrispondenti
alle alte frequenze. Tenendo
conto di queste osservazioni le norme sismiche suggeriscono giustamente di
considerare nell’analisi solamente M modi di vibrare. Analiticamente ciò
equivale a troncare la sommatoria (1) a soli M contributi:
Per
quanto detto la relazione (5) esprime il fatto che è sufficiente utilizzare
un numero di modi limitato per ottenere una risposta adeguatamente
realistica. Criteri
dell’Eurocodice 8 Nella
(5) deve essere tenuto in debito conto la risposta di ogni modo di vibrare
che dà un contributo significativo alla risposta globale della struttura. Il
problema che ora si pone è proprio quello di valutare M in modo tale che il
calcolo della risposta risulti, agli effetti pratici, sufficientemente
accurato. A tal fine l’Eurocodice 8 suggerisce di adottare uno dei seguenti
criteri: il
numero M di modi da considerare nell’analisi dinamica deve essere tale che: (A) la somma delle masse modali effettive associate ai modi
considerati rappresenti almeno il 90% della massa totale della struttura; (B) vengano presi in considerazione tutti i modi caratterizzati
ciascuno da una massa modale effettiva maggiore del 5% della massa totale
della struttura. Si
ricorda che la massa modale effettiva associata all’n-esimo modo di
vibrare vale:
essendo
I il vettore che caratterizza la direzione dell’azione sismica
rispetto alla direzione delle traslazioni relative all’n-esimo modo. La massa
modale effettiva rappresenta la frazione della massa totale M* della
struttura che l’n-esimo modo di vibrare riesce ad eccitare durante l’evento
sismico. In forma analitica il criterio A) dell’Eurocodice 8 si pone nella
forma:
CRITERI PER LA VALUTAZIONE DEI VALORI MASSIMI Noto il numero M
da considerare nell’analisi dinamica, rimane da valutare come calcolare Emax,
valore massimo dell’effetto E da utilizzare in fase di progetto. A tal fine
la procedura da seguire si esplica attraverso due fasi: calcolo dei
singoli valori massimi delle risposte modali calcolo del
valore massimo mediante un metodo di combinazione modale Calcolo dei singoli valori massimi delle risposte modaliPer ciascun modo
di vibrare si calcola il valore massimo dell’effetto E, il quale per la (4),
è dato da:
E’ noto ora che:
avendo indicato
con Xnmax il valore massimo dell’integrale di Duhamel
per l’n-esimo modo di vibrare, il quale, per definizione, rappresenta il
valore dello spettro di risposta in termini di velocità (detta anche pseudo-velocità
o velocità spettrale) Svn(Tn,xn), con Tn=2p/wn. Poiché nella realtà normalmente lo
spettro di risposta è espresso in termini di accelerazione (detta anche pseudo-accelerazione
o accelerazione spettrale) San(Tn,xn), indicando con Sdn(Tn,xn) lo spettro in termini di spostamento, e
valendo le seguenti espressioni:
possiamo
riscrivere la (9) nella forma:
e quindi la (8)
come:
La relazione (12)
esprime quindi il valore massimo dell’effetto E relativo all’n-esimo modo di
vibrare. Tuttavia Emax non lo si calcola dalla (4) per semplice
sostituzione dei termini espressi dalla (12), ovvero come:
Ciò è dovuto al
fatto che, poiché lo spettro S(T,x) non dà
informazioni sugli istanti in cui avvengono i massimi della risposta, in generale
questi massimi non si verificano nello stesso istante. L’utilizzo della
relazione (13) conduce a sovrastimare eccessivamente Emax, e di
conseguenza porta ad un sovradimensionamento non giustificato della
struttura. Per tenere conto di quanto detto sono state proposte in
letteratura diverse formulazioni analitiche per il calcolo del valore
statisticamente più probabile di Emax mediante la combinazione dei
valori modali Enmax. L’Eurocodice 8, in particolare, ne
suggerisce due: - Combinazione Euclidea
(SRSS) - Combinazione
Quadratica Completa (CQC) Combinazione
Euclidea Le risposta di
due modi di vibrare generici n e m (che includano sia i modi traslazionali
che torsionali) possono essere considerate come indipendenti (modi non
correlati) quando i loro rispettivi periodi Tn e Tm
differiscono uno dall’altro per non più del 10%, ovvero quando soddisfano la
seguente condizione:
Se la relazione
(14) vale per tutte le risposte modali (risposte indipendenti le une dalle
altre), si dimostra che statisticamente il valore più probabile di Emax
può essere calcolato con la Combinazione Euclidea SRSS (Square Root
of the Sum of Squares):
Questa relazione fornisce valori mediamente ben approssimati ed è
attualmente la più utilizzata. Combinazione
Quadratica Completa Si osservi, invece, che se la relazione (14) non è verificata,
esistono modi di vibrare con periodi Tn e Tm molto
vicini tra loro, ovvero è molto probabile che i valori Enmax e Emmax si possano verificare quasi
contemporaneamente. Conseguentemente il contributo di questi modi a Emax
sotto radice nella (15) si avvicina al valore (Enmax+ Emmax)2 perché essi tendono a diventare
simultanei. In tale ipotesi la (15) va allora corretta in modo tale che,
oltre alla somma (Enmax)2+(Emmax)2,
compaia un termine addizionale che, al limite per Tn=Tm,
sia pari a 2 Enmax Emmax. Per
questo motivo, quando i periodi dei modi di vibrare non soddisfano la (14),
l’Eurocodice 8 suggerisce di calcolare Emax con la Combinazione
Quadratica Completa CQC (Complete Quadratic Combination)
proprio per tenere conto di questi contributi aggiuntivi:
Nella (16) rnm è il coefficiente di correlazione
tra il modo n e il modo m:
mentre x=xn=xm è il rapporto di smorzamento modale (assunto costante per
tutti i modi se la struttura è costituita da un solo materiale) e rnm=wn/wm è il rapporto tra le frequenze angolari dei modi n e m, con wn £ wm. |
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