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RISPOSTA · · Dinamica dell’oscillatore elementare
· SPETTRO DI RISPOSTA IN TERMINI DI SPOSTAMENTO
· SPETTRO DI RISPOSTA IN TERMINI DI ACCELERAZIONE · SIGNIFICATO DELLO SPETTRO DI RISPOSTA · IMPORTANZA
DELLO SPETTRO DI RISPOSTA · DUTTILITÁ E Spettro di risposta di progetto · · · · Dinamica dell’oscillatore elementare La valutazione
della risposta sismica di una struttura intelaiata può essere condotta
agevolmente mediante la tecnica dello spettro di risposta. Si
consideri a tal fine un telaio costituito da un traverso di massa M sostenuto
da piedritti elastici di lunghezza h e di massa trascurabile, deformabili
solo nel piano del telaio stesso. Dal punto di vista dinamico esso è
equivalente ad un oscillatore elementare a un grado di libertà. Tale schema
non è rappresentativo di strutture di pratico interesse, tuttavia per la sua
semplicità consente di dare significato intuitivo ai parametri che
definiscono il comportamento dinamico, e di chiarire gli aspetti elementari
della risposta delle strutture durante un sisma. Si limita lo studio al caso
in cui gli spostamenti del sistema rispetto al terreno si mantengono piccoli
rispetto all'altezza h. In tali condizioni la massa può compiere, rispetto al
terreno, solo spostamenti orizzontali. Equazione del moto Sia K la costante
elastica flessionale complessiva dei sostegni: Kx(t) è la reazione esercitata
dai sostegni sulla massa, essendo x(t) lo spostamento di questa rispetto al
terreno. La dissipazione
del sistema nel suo moto sia definita da uno smorzatore viscoso, nel quale si
ipotizza che la forza viscosa vari linearmente con la velocità dx(t)/dt
secondo la costante moltiplicativa C. Anche questa azione, come la
precedente, se di valore positivo ha verso opposto a quello delle x positive.
Quando il terreno
compie degli spostamenti orizzontali, y(t), nel piano del telaio, la massa M
si mette pure in movimento per effetto di forze che su di essa esercitano i
sostegni elastici e lo smorzatore viscoso. Lo scopo è quello di calcolare lo
spostamento x(t) della massa durante il terremoto, noti che siano la funzione
di eccitazione ÿ(t) (accelerogramma) e le costanti del sistema M, K, C. Lo spostamento assoluto
della massa M è dato da x(t) - y(t), per cui l'equazione del moto del sistema si scrive:
ovvero:
ove si è messo in
evidenza, come forza esterna impressa al sistema, il termine noto Mÿ. Le
condizioni iniziali sono:
La relazione (2)
può essere riscritta nella forma:
dove si è
indicato con:
rispettivamente,
la frequenza angolare naturale e il rapporto di smorzamento viscoso
del sistema. Dalla (5) il periodo naturale del sistema vale:
A titolo
orientativo edifici multipiano, per abitazione o per uffici in acciaio, hanno
approssimativamente T0 » 0,1 N, essendo N
il numero dei piani. SPETTRO DI RISPOSTA IN TERMINI DI SPOSTAMENTO Nota la (4), per
fissato accelerogramma ÿ(t), è possibile definire la storia di x(t), ossia la
funzione che, istante per istante, definisce lo spostamento (risposta) del
traverso del telaio. In generale, tuttavia, non interessa conoscere la
descrizione completa della funzione x(t) (Time History), ma è sufficiente
conoscere il valore massimo xmax che tale funzione raggiunge
durante l'evento sismico ad un certo istante tS, ovvero sia xmax=x(tS).
L’istante tS è il valore temporale per il quale si verifica il
picco della risposta xmax dell’oscillatore. Ripetendo il
procedimento facendo ora variare il periodo T0 (fermo restando x) e riportando in un diagramma tali valori al variare di T0
si ottiene il cosiddetto spettro di risposta in termini di spostamento
corrispondente alla storia di carico ÿ(t). L’importanza di questo diagramma
consiste nel fatto che se il sistema fosse composto da un portale semplice
(un solo grado di libertà) si potrebbe ottenere il valore massimo dello
spostamento, cioè lo spostamento di progetto, senza necessità di integrare
l’equazione del moto. Questo perché una volta noto lo spettro di risposta, le
massime sollecitazioni nel portale durante l’azione sismica ÿ(t) potranno
essere calcolate a partire da uno spostamento del traverso pari a xmax,
ovvero per una forza nei supporti della struttura pari a Kxmax (forza
statica equivalente). SPETTRO DI RISPOSTA IN TERMINI DI ACCELERAZIONE Come detto, la
forza statica equivalente, cioè la forza che agendo staticamente è in grado
di produrre lo stesso stato di sforzo nei supporti della struttura, è Kxmax.
Si definisce spettro di risposta in termini di accelerazione Sa
il rapporto tra Kmax e la massa M:
e quindi lo si
ottiene come rapporto tra la massima forza di inerzia orizzontale che agisce
sulla massa e la massa stessa. In termini dimensionali esso equivale ad una
accelerazione. Dalle relazioni (5) e (7) si può esprimere la (8) in funzione
del periodo proprio T0:
Allo scopo di
illustrare l’andamento qualitativo di uno spettro di risposta in termini di
accelerazioni si riporta nella Figura 1 l’accelerogramma relativo alla
registrazione di El Centro (1940) caratterizzata da un’accelerazione di picco
al suolo ag pari a 0,348g, per un rapporto di smorzamento x = 0,05 (valore di riferimento delle Normative Sismiche).
Figura 1 Ripetendo il
procedimento e riportando in un diagramma i valori di Sa in funzione di T0 si ottiene la curva che rappresenta lo
spettro di risposta in termini di accelerazione dell’oscillatore semplice
(Figura 2). Il valore di Sa per T0 = 0, per ragioni fisiche, è pari
proprio al valore dell’accelerazione di picco al suolo 0,348g (valore di
ancoraggio dello spettro). Per questo particolare accelerogramma lo spettro
presenta, nel campo dei periodi medio-bassi, amplificazioni
dell’accelerazione di picco con valori massimi di Sa pari a circa 2,6ag.
Figura 2 La relazione (9)
vale per un particolare valore del rapporto di smorzamento x (Figura 2): al variare del parametro x si
ottengono curve diverse. Ad esempio nella Figura 3 si riporta lo spettro di
risposta del sisma di El Centro per valori di x pari a 1%,
10% e 20%.
Figura
3 OsservazioniIn generale la forma
dello spettro, dipendente dal contenuto in frequenza dell’accelerogramma,
risulta rappresentativa del meccanismo generatore dell’evento sismico, della
natura dei terreni attraversati e delle caratteristiche stratigrafiche e
geotecniche del sito in cui è stata effettuata la registrazione. Gli
strumenti di misura dei terremoti violenti forniscono le registrazioni delle
tre componenti dell'accelerazione del terreno. Le più significative
registrazioni vengono elaborate nei centri di ricerca specializzati per
ricavare, tramite la (4), il diagramma di Sa in funzione di T0 e
di x. Poiché il moto del terreno è dovuto alla propagazione di onde, i
punti interessati dalle fondazioni di uno stesso edificio subiscono anche
degli spostamenti relativi. Le lunghezze d'onda in gioco sono generalmente
grandi rispetto alle ordinarie dimensioni degli edifici, così che gli
spostamenti relativi suddetti sono di norma trascurati. Per costruzioni di
dimensioni eccezionali, come per esempio una diga o un ponte, è necessario tenerne
conto. SIGNIFICATO DELLO SPETTRO DI RISPOSTA Si può facilmente
vedere che lo spettro di risposta in termini di accelerazioni riporta, per un
certo valore di x ed al variare del periodo T0 dell’oscillatore semplice, i
valori massimi Sa dell’accelerazione della massa M durante l’eccitazione
sismica. Infatti, nell'istante nel quale si verifica lo spostamento massimo,
la velocità è nulla, per cui dalla (1):
ovvero:
Il segno @ sta ad indicare che nell'istante nel quale la velocità è nulla, è
massimo x(t), ma non necessariamente raggiunge il suo massimo il primo
termine a primo membro. Tenendo conto che dalla (9) si ricava la relazione:
la relazione (11)
può essere riscritta nella forma:
Quest'ultima è
una relazione approssimata, ben verificata nella maggior parte dei casi. La
(13) è comunque confortata dai risultati di indagini numeriche eseguite nel campo
delle applicazioni che interessano l'Ingegneria Civile. Essa indica che lo
spettro rappresenta, con buona approssimazione, la massima accelerazione
assoluta che la massa del sistema subisce per effetto del moto sismico del
suolo. Moltiplicando Sa
per la massa M si ottiene quindi il valore massimo della forza d’inerzia
indotta dall’eccitazione sismica. Pertanto, lo spettro di risposta in termini
di accelerazioni fornisce un’informazione fondamentale per il progetto in
zona sismica, e cioè il livello delle forze indotte dall’azione sismica. Dall'esame degli
spettri di risposta ottenuti da quasi tutti i sismi reali, di cui si
possiedono gli accelerogrammi, si traggono le seguenti considerazioni: · se la struttura è molto
rigida (T0 ® 0), il suo moto coincide con il moto del terreno, e la massima
accelerazione subita dalla massa M coincide con la massima accelerazione del
terreno, per cui Sa=ÿmax; · se la struttura è molto
deformabile, per esempio T0 > 2 s, la massima
accelerazione subita dalla massa M è inferiore al valore della massima
accelerazione del terreno, per cui Sa < ÿmax; · se la struttura ha
valori del periodo proprio T0 intermedi, ad esempio compresi tra
0,1 s e 1 s, la massima accelerazione subita dalla massa M, supera notevolmente
la massima accelerazione del terreno, per cui Sa > ÿmax. Si conclude
allora che i valori dello spettro sono più elevati quanto minore è lo
smorzamento x. L'influenza dello smorzamento è sensibile per strutture poco
smorzate. Per strutture con smorzamento attorno al 20% dello smorzamento
critico, od oltre, una variazione di x non produce
sensibili variazioni di Sa. IMPORTANZA DELLO SPETTRO DI RISPOSTA Come
si è visto l’utilizzo dello spettro di risposta dovrebbe a rigore essere
applicato soltanto a sistemi ad un grado di libertà. Come anticipato,
infatti, la (4) corrisponde ad uno schema strutturale assai semplice, per cui
si presta direttamente alle applicazioni pratiche solo nel caso di
costruzioni molto semplici.E’ ben noto invece che le strutture reali sono
schematizzabili come sistemi complessi a molti gradi di libertà. L’impiego
dello spettro di risposta nell’analisi dinamica riveste tuttavia notevole
importanza nell'Ingegneria Sismica perché, tramite l'Analisi Modale, la
risoluzione di strutture più complesse, a N gradi di libertà, può in generale
essere ricondotta alla risoluzione di N sistemi, ciascuno a un grado di
libertà. Per ognuno di questi sistemi è possibile poi valutare la risposta
massima applicando la procedura appena descritta. Spettri
di risposta nelle Normative Sismiche Come detto, nella
realtà una storia di accelerazioni ÿ(t) è poco significativa per un utilizzo
pratico in sede progettuale. La forma di uno spettro non può essere,
ovviamente, quella relativa ad un singolo evento sismico; essa viene
definita, mediante studi di tipo probabilistico, facendo riferimento
all’insieme degli eventi che possono verificarsi in una certa zona. E questo
è ciò che è stato fatto in passato da molti studiosi di ingegneria sismica,
ossia quello di calcolare gli spettri di risposta per moltissime
registrazioni di accelerazioni sismiche ÿ(t) (opportunamente normalizzate). I
risultati di tali studi, ottenuti eseguendo opportune procedure statistiche,
sono stati utilizzati per creare gli spettri di risposta elastici,
ovvero spettri di risposta ricavati mediando i valori dei corrispondenti
spettri di risposta ottenuti da diversi accelerogrammi. Da quanto detto
in precedenza la caratterizzazione dell’azione sismica mediante uno spettro
di risposta elastico in termini di accelerazione Se richiede (Figura 4): la definizione di
una forma spettrale normalizzata coerente con il meccanismo generatore e con
le condizioni morfologiche e geotecniche del sito; il valore
dell’accelerazione di picco al suolo ag, al quale “ancorare” lo
spettro, rappresentativo della pericolosità sismica del sito, operante come
fattore di scala della forma normalizzata.
Figura 4 Gli spettri di
risposta forniti dalle Normative Sismiche di varie nazioni forniscono quindi
al progettista in modo diretto e con uno sforzo relativamente modesto,
connesso alla valutazione del periodo proprio e dello smorzamento, una
variabile, come lo spostamento o l’accelerazione, che risulta utile per
ricavare le sollecitazioni di progetto. DUTTILITÁ E Spettro di risposta di progetto
Il terremoto da considerare in fase di progetto viene normalmente definito tramite uno spettro di risposta, e non attraverso registrazioni dell'accelerazione del terreno. Lo spettro di risposta, in tal caso, rappresenta gli effetti della famiglia dei terremoti possibili per il sito e può essere ottenuto come inviluppo degli spettri di risposta dei terremoti considerati rappresentativi, oppure come spettro di risposta medio, a seconda degli scopi che si perseguono: un tale spettro viene definito spettro di risposta di progetto. Per definire tale
spettro si consideri una forza F esterna applicata alla massa M del solito
telaio. Si supponga, inoltre, che il diagramma F-x sia di tipo
elasto-perfettamente plastico, con un valore ultimo F0 (si veda la
Figura 5).
Figura 5 Sia xmax
lo spostamento al raggiungimento del quale si ha un degrado riconoscibile
della struttura. Il rapporto:
è definito duttilità della struttura, con x0
spostamento che definisce il limite elastico, corrispondente a F0.
La duttilità rappresenta quindi la capacità di resistenza della struttura
oltre il limite elastico. Se la struttura non ha un comportamento
riconducibile allo schema elasto-perfettamente plastico, e se la forza F è
una forza di natura alternata, variabile nel tempo, il comportamento può
essere più complesso. Tuttavia è ancora possibile individuare un valore dello
spostamento xmax oltre il
quale si ha un degrado limite, e ancora si definisce duttilità il rapporto
tra xmax e lo spostamento al limite elastico. Se F è una forza
esterna, applicata staticamente, al raggiungimento del valore F0
la struttura diventa un meccanismo, e gli spostamenti diventano indefiniti: è
questo la condizione di collasso. Sia ora F=F(t) è una forza applicata dal
movimento sismico ai piedritti, caratterizzato da un accelerogramma ÿ(t)
scelto in modo tale che F raggiunga per un breve istante il valore F0.
Questa condizione di carico non necessariamente coincide con il collasso
della struttura. E' una condizione raggiunta per un breve tempo, durante il
quale la struttura ha uno spostamento attorno al valore limite x0
e può avere uno spostamento residuo non nullo. Applicando alla
struttura un accelerogramma cÿ(t), con c > 1, gli
spostamenti massimi saranno maggiori di x0, ma ancora la struttura
potrà essere dichiarata agibile, ancorché danneggiata, purché lo spostamento
massimo sia inferiore al valore xmax entro il quale la struttura è duttile. Si può dimostrare
che esiste una semplice relazione tra la duttilità m, lo spostamento massimo xmax e il coefficiente moltiplicativo
c. Ciò consente di evitare di dover compiere analisi non-lineari in fase di
progetto, e stabilisce una procedura di verifica anche per il sisma più
severo atteso sul sito, sisma che può indurre un comportamento oltre il limite elastico. Si effettuano al
proposito due analisi: una volta a verificare che la struttura nel suo complesso e gli elementi che la
compongono abbiano una certa duttilità. La seconda è un'analisi lineare
basata su uno spettro di risposta
ridotto, detto spettro di progetto. Questa riduzione è ottenuta
introducendo un coefficiente q detto coefficiente di struttura, legato
alla duttilità della struttura e dei singoli elementi componenti. Queste
considerazioni stanno a fondamento dell’Ordinanza PCM 3274 per la
progettazione delle costruzioni in zona sismica. |
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