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· Crolli e Danni Strutturali da Sisma · · DANNI STRUTTURALI IN EDIFICI IN
CALCESTRUZZO ARMATO · · INTRODUZIONE
· PIANO SOFFICE
· ROTTURA DEL CONFINAMENTO NEI PILASTRI · EFFETTO DI IRRIGIDIMENTO DOVUTO A PARETI NON STRUTTURALI · ARCHITRAVI
DEBOLI NELLE STRUTTURE A PARETI A TAGLIO · ROTTURE NEI
NODI TRAVE-PILASTRO · · · · INTRODUZIONE Le principali
cause di danni da sisma riscontrate negli edifici in calcestruzzo armato di
tutto il mondo sono riportate di seguito: - Piano soffice - Rottura del
confinamento nei pilastri - Effetto di
irrigidimento dovuto a pareti non strutturali - Architravi
deboli nelle strutture a pareti a taglio - Rotture nei
nodi trave-pilastro PIANO SOFFICE Questa è una
delle cause più tipiche di danno da sisma. Quasi sempre i danni dovuti a
piano soffice sono distruttivi per l'edificio. Il piano soffice si viene a
creare quando un piano ha una rigidezza più debole degli altri. Questa
situazione è difficile da evitare perché molto spesso nasce dalla necessità
di avere delle ampie aperture (ad esempio le vetrate per negozi al piano
terra, ovvero un parcheggio) che ne diminuiscono di conseguenza la rigidezza.
Nella Figura 1 si può notare la tipica rottura per piano soffice. La foto
riporta il danneggiamento di un edificio commerciale a Managua (Nicaragua,
terremoto del 1972) in cui il piano terra è, ad eccezione delle vetrate,
completamente aperto. Il primo piano, come detto, avendo i muri laterali che
incrementano notevolmente la sua rigidezza rispetto a quella del piano terra,
ha causato la distorsione delle colonne, con formazione di cerniere alla base
e alla testa dei pilastri del piano terra.
Figura
1 Nella Figura 2 si
vedono due reparti dell'Olive View Hospital di San Fernando in California
dopo il terremoto di San Fernando del 1971. I pilastri del reparto
psichiatrico hanno ceduto per taglio. Il primo piano è caduto a terra
traslando di circa 2 m.
Figura 2 Nelle Figure 3,
4 e 5 sono riportati altri esempi di crolli per piano soffice. Nella Figura 4 il calcestruzzo non
confinato dei pilastri d’angolo si è frantumato in blocchi parzialmente
trattenuti dalla gabbia di armatura. Per evitare questo tipo di danni occorre
prestare attenzione ai dettagli costruttivi delle armature trasversali dei
pilastri.
Figura 3
Figura 4 Figura
5
ROTTURA DEL CONFINAMENTO NEI PILASTRI Altra causa
importante di danni ai pilastri è la non adeguata staffatura trasversale
(confinamento). Affinché I pilastri possiedano una adeguata resistenza
all’azione sismica devono essere opportunamente confinati. Infatti i pilastri
sono soggetti ad elevate compressioni durante un sisma dovute all'effetto
combinato di forza assiale e momento flettente. Nelle Figura 6 è riportato un esempio di cedimento del
confinamento. In essa si può notare la mancanza di un adeguato confinamento
del pilastro nelle potenziali zone di formazione delle cerniere plastiche.
Figura 6 Il cedimento
dell'armatura trasversale porta alla rottura di tipo fragile del calcestruzzo
e all'instabilità dell'armatura longitudinale a compressione (Figura 6).
Inoltre, oltre alla necessaria quantità di staffatura, bisogna anche prestare
particolare attenzione ai dettagli costruttivi e, in particolar modo,
all'ancoraggio delle staffe ed alle loro piegature, portando il confinamento
del pilastro fino alla trave in modo tale che non si formi un punto debole
proprio alla estremità superiore. Infatti, com’è ben evidenziato dall’esempio
della Figura 7, e dal particolare ingrandito della Figura 8, si osservi
l’interruzione della staffatura a spirale all’estremità superiore, e
l’assenza di un ancoraggio adeguato: questo causa perdita del confinamento
del calcestruzzo nella zona più critica della colonna con conseguente
distruzione del calcestruzzo e riduzione della capacità dissipativa,
comportando la formazione della cerniera plastica evidenziata nelle foto.
Figura 7 Figura
8 Nella
Figura 9 si vede il crollo di un edificio, per effetto del sisma di
Northridge (1994), nei quali i pilastri di calcestruzzo non hanno subito la formazione
di cerniere plastiche alle estremità a causa di un elevato confinamento che
li ha resi estremamente duttili.
Figura 9
EFFETTO
DI IRRIGIDIMENTO DOVUTO A PARETI NON STRUTTURALI
E' molto
importante tener conto dei possibili effetti di irrigidimento che parti non
strutturali possono conferire alla struttura. La presenza di tamponature in
muratura più rigide dei pilastri può causare notevoli danni alle colonne,
com’è chiaramente mostrato in Figura 10.
Figura 10 Notevoli danni
si hanno anche quando l’altezza della tamponatura è una frazione di quella
del piano. L'esempio tipico è la chiusura della luce fra due pilastri con muratura
fino a 1/2 o 2/3 circa dell'altezza del piano. I pilastri fra i quali viene
posto il riempimento risultano irrigiditi rispetto agli altri (quelli
interni). Nelle zone libere, dove si ha normalmente la finestratura, si
formano sforzi di taglio anche quattro volte superiori a quelli che si
avrebbero nel caso in cui il pilastro fosse completamente libero, provocando
la tipica rottura fragile (Figure 11 e 12).
Figura
11 Figura 12
Figura
13
Figura 14 La Figura 13
riporta un esempio di riempimento a metà altezza. Si notano molto bene le
zone del pilastro che hanno ceduto. Praticamente la lunghezza utile del
pilastro viene ridotta col riempimento di muratura; a causa di questa
riduzione aumentano gli sforzi a taglio sulla parte libera del pilastro
(effetto “colonna corta”, Figura 14). Nel progetto di tale edificio,
probabilmente, la muratura è stata considerata come un elemento non
strutturale. Se invece è la muratura ad essere meno rigida dei pilastri, in
caso di evento sismico essa viene espulsa lasciando intatto il telaio
strutturale dell’edificio (Figure 15 e 16).
Figura
15
Figura 16 ARCHITRAVI
DEBOLI NELLE STRUTTURE A PARETI A TAGLIO
Gli architravi
nelle strutture a pareti a taglio, se corte di piccola altezza, sono sempre
soggetti ad elevate richieste di duttilità ed elevate forze di taglio.
Figura 17 La Figura 17
mostra il particolare di un edificio di 14 piani con le tipiche rotture ad X
che si vengono a formare (terremoto del 1964 in Alaska). La precoce
formazione di queste rotture ha impedito la dissipazione di energia nelle
architravi ed ha fatto si che i muri lavorassero come delle singole mensole
verticali con un significativo decremento nella loro rigidezza. Per evitare
questo tipo di rottura bisogna rinforzare gli architravi con armature
diagonali per assorbire gli sforzi di trazione che nascono. ROTTURE NEI NODI TRAVE-PILASTRO Le connessioni
trave-pilastro sono zone molto critiche a causa degli elevati sforzi che si
generano per effetto di un sisma. Questo è particolarmente vero per le
connessioni di estremità dei telai nelle quali i nodi i nodi risultano meno
“confinati” rispetto a quelli in posizione più centrale. Per questo motivo i
particolari strutturali delle connessioni devono essere opportunamente dettagliati
al fine di poter resistere alle elevate sollecitazioni sismiche di
taglio/momento. Si riportano di
seguito alcune foto (Figura 18, Figura 19, Figura 20) di rotture dei nodi
trave-pilastro di edifici danneggiati.
Figura 18
Figura 19
Figura 20 |
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