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Contatti · · · AZIONE SISMICA E CONDIZIONI LOCALI
DEL TERRENO · · INTRODUZIONE
· IMPORTANZA DELLO SPETTRO DI RISPOSTA
· EUROCODICE 8 · ORDINANZA PCM 3274 · · · · · · INTRODUZIONE Le sollecitazioni agenti sulle strutture di
fondazione sottoposte ad azioni dinamiche non sono direttamente determinabili
una volta note le caratteristiche sismologiche di un terremoto. Ciò è dovuto
al fatto che il comportamento di una fondazione soggetta a scuotimento
tellurico dipende in larga misura dalle caratteristiche dell’azione sismica,
dalle proprietà dinamiche della sovrastante struttura e dal modo come esse
interagiscono. In particolare l’azione sismica di un generico sito sulla
superficie terrestre è fortemente influenzata, oltre che dalla posizione
relativa tra la sorgente tellurica e il sito stesso, anche dalle condizioni
locali del terreno sottostante, come le proprietà morfologiche, litologiche,
stratigrafiche, idrogeologiche e geotecniche dei terreni attraversati dalle
onde sismiche durante il percorso di propagazione. Le condizioni locali di un
terreno definiscono, in particolare, la sua suscettibilità a fenomeni di amplificazione
dinamica locale. Per l’analisi dell’amplificazione locale è necessario valutare
il costipamento dinamico dei terreni prevalentemente sabbiosi non interessati
da falda o parzialmente saturi, la generazione e dissipazione di
sovrappressioni neutre nei terreni granulari e/o coesivi, la degradazione dei
parametri elastici iniziali del terreno e la liquefazione dinamica dei
terreni granulari. Le oscillazioni cicliche indotte dalla
propagazione delle onde sismiche attraverso il terreno hanno infatti
l’effetto di modificarne le caratteristiche. Queste modifiche possono
riguardare aspetti tra loro molto diversi, ed essere all’origine di
pericolose conseguenze per le strutture coinvolte. In particolare queste
alterazioni possono interessare variazioni della capacità portante e della
deformabilità, dar luogo a incrementi di spinta sulle opere di sostegno,
ovvero causare veri e propri fenomeni di instabilità particolarmente
pericolosi nei terreni suscettibili di liquefazione o posti in pendio. Capacità portante e deformabilità
Le
rocce lapidee in genere non subiscono variazioni apprezzabili, eccetto che
per formazioni molto fessurate e alterate nelle quali i fenomeni vibratori
possono favorire l’insorgere di superfici di rottura. I terreni coesivi
manifestano alterazioni costitutive che frequentemente determinano una
diminuzione della resistenza. I cedimenti causati dall’incremento di
deformabilità sono comunque molto modesti. I terreni non coesivi sono i più
suscettibili a subire alterazioni di rilievo. Se sono poco addensati possono
venire compattati dalle azioni cicliche del terremoto, dando luogo a
cedimenti spesso importanti. IMPORTANZA DELLO SPETTRO DI RISPOSTA
L’accelerazione,
la velocità e lo spostamento massimi al suolo, nonché il tempo
rappresentativo della loro durata, pur essendo importanti caratteristiche,
non possono da soli descrivere l’intensità e gli effetti di danneggiamento
connessi all’evento sismico. L’effetto combinato dell’ampiezza
dell’accelerazione, del contenuto di frequenze e della durata può essere
convenientemente descritto attraverso lo spettro elastico di risposta. Si
ricorda che lo spettro di risposta elastico Se(T) è un diagramma
che fornisce, al variare del periodo T, il valore massimo della
pseudo-accelerazione dell’oscillatore elementare soggetto all’azione del
sisma, per un fissato valore del rapporto di smorzamento x.
Attraverso elaborazioni statistiche degli spettri normalizzati è possibile
ottenere la risposta dello strato di terreno entro una vasta gamma di
frequenze imposte e poi successivamente normalizzare e trattare
statisticamente gli spettri ottenuti, al fine di pervenire ad uno spettro
comprensivo di tutte le possibili frequenze predominanti. L’importanza
dello spettro di risposta risiede nel fatto che esso consente di valutare il
ruolo esercitato dalla natura del sito sulla risposta del terreno libero, in
quanto la forma stessa dello spettro di risposta tiene implicitamente conto
sia della attenuazione delle onde sismiche in relazione alla distanza
dall’epicentro, sia della risposta locale legata alle proprietà dinamiche del
sito. Ciò consente di eseguire analisi di dettaglio dei fenomeni di
amplificazione che si verificano in un sito durante il trasferimento di
energia dalla roccia base alla superficie delle coperture sciolte. Queste
analisi vengono generalmente eseguite per studi di microzonazione sismica o
per particolari problemi di interazione dinamica terreno-struttura, a cui
peraltro è collegato il danno alle strutture. L’adozione poi di uno spettro
di progetto basato su uno spettro di risposta elastico ridotto mediante il coefficiente
di struttura q consente, nell’ambito di analisi strutturali di tipo
elastico, di tenere implicitamente conto della capacità di dissipazione di
energia della struttura legata alla plasticizzazione degli elementi
strutturali. Prescrizioni delle normative sismicheSi può pertanto concludere, che
l’assunzione di un certo “terremoto di progetto” non può prescindere dal
considerare le caratteristiche stratigrafiche del terreno di fondazione e del
comportamento dinamico dell’elemento di volume di ogni strato significativo
di terreno. E’ per questo motivo che la rappresentazione base dell’azione
sismica nelle norme a livello europeo (Eurocodice 8) e nazionale (Ordinanza
PCM 3274) è specificata adottando lo spettro di risposta definito in funzione
del profilo stratigrafico del sottosuolo del sito. Sulla base della struttura dello spettri adottati le singole autorità
nazionali possono emanare delle direttive sulla entità dei parametri da
assumere per definire la forma degli spettri in relazione al tipo di suolo da
considerare. Una volta calcolata l'entità dell'accelerazione
di picco attesa nel sito, risulta possibile definire le ordinate dello
spettro elastico di calcolo. La moderna struttura di tali norme sismiche,
pertanto, risulta particolarmente utile nel caso in cui si voglia eseguire
un'analisi di dettaglio dei fenomeni di amplificazione che si verificano in
un sito durante il trasferimento di energia dalla roccia base alla superficie
delle coperture sciolte. Tali analisi vengono generalmente condotte per gli
studi di microzonazione sismica o per particolari problemi di interazione
dinamica terreno-struttura. EUROCODICE 8
Tale approccio trova piena rispondenza con
quanto previsto dall’EC8. Per valutare il ruolo esercitato dalla
natura del sito sulla risposta sismica del terreno l’EC8 definisce l’azione
sismica introducendo lo spettro di risposta elastico normalizzato in termini
di accelerazione al suolo. Classi di suoloL'influenza delle caratteristiche locali
del terreno sul valore dell'azione sismica è generalmente tenuta in conto
considerando tre classi di appartenenza per il sottosuolo, dette A, B e C,
definite sulla base dei differenti profili stratigrafici (Tabella 1):
Tabella 1 Si ricorda che nell’ipotesi di propagazione
monodimensionale delle onde di taglio (onde S) in un mezzo elastico omogeneo
isotropo si ha che VS=(G/r)½, con
G modulo di elasticità tangenziale del terreno e ρ densità del terreno. Spettro di risposta elastico
Per ogni tipo di suolo vengono definiti i
parametri che caratterizzano, per una dato valore di progetto ag
dell’accelerazione del terreno per il periodo di ritorno di riferimento
(accelerazione di picco) e di x, lo spettro di risposta elastico Se(T) per quel suolo. La struttura analitica dello spettro è la
seguente:
essendo: Se(T) = ordinata dello spettro
di risposta elastico; ag = accelerazione di picco in un terreno roccioso (valore di progetto
dell’accelerazione del terreno); S = parametro che caratterizza il profilo stratigrafico
del suolo di fondazione; h = (7/(2+x))½ ³ 0,7 = fattore correttivo dello smorzamento; ξ = rapporto di smorzamento viscoso
espresso in percentuale; T = periodo di vibrazione in secondi
dell'oscillatore lineare semplice; βo = fattore di amplificazione dell’accelerazione dello spettro per
ξ = 0,05; TB, TC, TD = parametri che determinano la forma dello
spettro in relazione al tipo di suolo; k1, k2 = esponenti che definiscono lo spettro di risposta per periodi di
vibrazione superiori a TC e TD; In figura 1 è riportato l’andamento
qualitativo di uno spettro di risposta generico.
Figura 1 I parametri S, βo, k1, k2, TB, TC, TD, sono riportati, in
funzione della classe del suolo, nella Tabella 2.
Tabella 2 Non esistendo una procedura specifica per
determinare il valore di ag in funzione delle caratteristiche di
moto del terreno, in genere esso corrisponde al valore di picco
dell’accelerazione che si manifesta in terreni compatti di moderata o alta
magnitudo, e che si verificano a distanza dal sito da media ad elevata. Una
volta calcolata l’entità dell’accelerazione di picco attesa nel sito
(peraltro specificata dall’autorità nazionale per ogni zona sismica) risulta
possibile definire le ordinate dello spettro di risposta elastico da
utilizzare nella progettazione. L’EC8
fornisce dunque uno spettro per terreni rocciosi, che può servire ad eccitare
la base di un modello deformabile di coperture sciolte allo scopo di
determinarne la risposta in superficie sempre in termini di spettri elastici.
In genere per convenienza di soluzione, la
dissipazione di energia viene messa in conto considerando un rapporto di
smorzamento viscoso con valori dell’ordine del 5% dello smorzamento critico.
Nel caso si ritenesse opportuno variare tale valore, l’EC8 prevede che le
ordinate spettrali possano essere legate allo smorzamento moltiplicando
l’ordinata spettrale per il fattore di correzione dello smorzamento η
definito in precedenza. ORDINANZA PCM 3274
La dipendenza dello spettro di progetto
dalle condizioni locali del terreno è stata adottata anche dall’Ordinanza PCM
3274, che di fatto recepisce le direttive indicate dall’EC8, anche se con
sostanziali differenze per quanto riguarda la definizione delle categorie di
suolo di fondazione. Categorie di suolo
Ai fini della definizione dell’azione
sismica di progetto le tipologie del suolo di fondazione vengono suddivise in
due gruppi: il primo gruppo è definito da 5 categorie (A, B, C, D, E) di
profili stratigrafici, mentre il secondo gruppo comprende 2 categorie (S1,
S2) per le quali sono richiesti studi speciali (Tabella 3).
Tabella 3 I terreni classificati nelle categorie
elencate sono caratterizzati da parametri sismici (VS30, velocità
media di propagazione delle onde di taglio entro 30 m di profondità) e da
parametri geotecnici (NSPT, Standard Penetration Test e cu,
coesione non drenata). Spettro di risposta elastico Lo
spettro di risposta elastico è costituito da una forma spettrale (spettro
normalizzato), considerata indipendente dal livello di sismicità,
moltiplicata per il valore dell’accelerazione massima (agS) del terreno che caratterizza
il sito. Si riporta di seguito lo spettro di risposta elastico della
componente orizzontale:
essendo: Se(T) = ordinata dello spettro
di risposta elastico; ag = accelerazione di picco in un terreno roccioso (valore di progetto
dell’accelerazione del terreno); S = parametro che caratterizza il profilo
stratigrafico del suolo di fondazione; h = (10/(5+x))½ ³ 0,55 = fattore correttivo dello smorzamento; ξ = rapporto di smorzamento viscoso
espresso in percentuale; T = periodo di vibrazione in secondi dell'oscillatore
lineare semplice; TB, TC, TD
= parametri che determinano la forma dello spettro in relazione al tipo di
suolo. I parametri S, TB, TC,
TD, sono riportati, in funzione della categoria di suolo, nella
Tabella 4.
Tabella 4 L’Ordinanza
specifica che nei casi in cui non si possa valutare adeguatamente
l’appartenenza del profilo stratigrafico del suolo di fondazione ad una delle
categorie elencate, ed escludendo comunque i profili S1 e S2, si deve
adottare in generale la categoria D o, in caso di incertezza di attribuzione
tra due categorie, la condizione più cautelativa. |
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