|
Aerospaziale Biomedica Geotecnica Idraulica Materiali Meccanica Navale
Nucleare Strutturale Trasporti Vento |
|
||||||
|
Home
Articoli Ricerca
Rubriche
Collaborazione Business
Info Contatti · · · ASPETTI GENERALI DEL PROGETTO
DELLE FONDAZIONI · · PROBLEMATICHE GENERALI
· SPETTRO DI RISPOSTA E NATURA DEL SITO
· REQUISITI DEL TERRENO DI FONDAZIONE · CRITERI GENERALI DI PROGETTAZIONE · SICUREZZA E
VERIFICA SISMICA DELLE FONDAZIONI · · · · · PROBLEMATICHE GENERALI
Il
progetto strutturale delle fondazioni costituisce un aspetto fondamentale e
delicato nell’iter progettuale delle costruzioni in zona sismica. Le
fondazioni infatti rappresentano la zona di transizione tra il suolo,
sollecitato dinamicamente dal sisma, e la struttura in elevazione. In
generale, tenuto conto delle forze trasmesse dalla sovrastruttura al terreno
e delle deformazioni permanenti del terreno indotte dal sisma, esse dovranno
essere concepite, progettate e realizzate in modo da limitare i rischi legati
all’incertezza della risposta sismica. A tal fine, la progettazione
strutturale delle fondazioni va intesa come un processo nel quale si deve
tenere conto opportunamente della dipendenza delle proprietà dinamiche del
terreno, dell’ampiezza delle deformazioni, nonché degli effetti legati alla
natura ciclica del carico sismico. Le difficoltà maggiori nello studio delle
fondazioni sottoposte ad azioni di tipo dinamico sono connesse al fatto che
le sollecitazioni agenti su tali strutture non sono direttamente
determinabili una volta note le caratteristiche sismologiche di un terremoto.
Infatti, il comportamento di una data fondazione dipende in larga misura
dalle caratteristiche geotecniche del terreno sottostante, dalle
caratteristiche dinamiche della sovrastante struttura e dal modo come esse
interagiscono. Pertanto per poter effettuare la verifica sismica di una
fondazione non è sufficiente conoscere l’intensità di un sisma, ma occorre
ricostruire lo stato di tensioni e deformazioni da esso indotte nel terreno,
esprimibili, rispettivamente, attraverso la time-history della accelerazione,
della velocità e dello spostamento massimi. Peraltro a parità di valore che
queste grandezze vengono ad assumere nel movimento della roccia entro cui ha
origine il sisma, esse possono variare considerevolmente, per un dato strato
di terreno sciolto entro cui poggeranno le fondazioni, in relazione alle
frequenze e alla durata del sisma, per effetto di una interazione del moto di
base con le caratteristiche dinamiche dello strato di terreno di
ricoprimento. SPETTRO DI RISPOSTA E NATURA DEL SITO Per valutare il
ruolo esercitato dalla natura del sito sulla risposta sismica del terreno
l’EC8 definisce l’azione sismica introducendo lo spettro di risposta elastico
normalizzato in termini di accelerazione al suolo. L'influenza delle caratteristiche locali
del terreno sul valore dell'azione sismica è generalmente tenuta in conto
considerando tre classi di appartenenza per il sottosuolo, dette A, B e C,
definite sulla base dei differenti profili stratigrafici (Tabella 1)
Tabella 1 Per ogni tipo di suolo vengono definiti i parametri
che caratterizzano, per una dato valore di progetto ag
dell’accelerazione del terreno per il periodo di ritorno di riferimento
(accelerazione di picco) e del rapporto di smorzamento x, lo spettro di risposta elastico Se(T) per quel suolo. Si
ricorda che lo spettro di risposta elastico Se(T) è un diagramma
che fornisce, al variare del periodo T, il valore massimo della
pseudo-accelerazione dell’oscillatore elementare soggetto all’azione del
sisma, per un fissato valore di x. In figura 1 è
riportato l’andamento qualitativo di uno spettro di risposta generico.
Figura 1 Non esistendo una procedura specifica per
determinare il valore di ag in funzione delle caratteristiche di moto
del terreno, in genere esso corrisponde al valore di picco dell’accelerazione
che si manifesta in terreni compatti di moderata o alta magnitudo, e che si
verificano a distanza dal sito da media ad elevata. Una volta calcolata
l’entità dell’accelerazione di picco attesa nel sito (peraltro specificata
dall’autorità nazionale per ogni zona sismica) risulta possibile definire le
ordinate dello spettro di risposta elastico da utilizzare nella
progettazione. L’importanza dello spettro di risposta
risiede nel fatto che esso consente di valutare il ruolo esercitato dalla
natura del sito sulla risposta del terreno libero, in quanto la forma stessa
dello spettro di risposta tiene implicitamente conto sia della attenuazione
delle onde sismiche in relazione alla distanza dall’epicentro, sia della
risposta locale legata alle proprietà dinamiche del sito. Ciò consente di
eseguire analisi di dettaglio dei fenomeni di amplificazione che si
verificano in un sito durante il trasferimento di energia dalla roccia base
alla superficie delle coperture sciolte. Queste analisi vengono generalmente
eseguite per studi di microzonazione sismica o per particolari problemi di
interazione dinamica terreno-struttura, a cui peraltro è collegato il danno
alle strutture. REQUISITI
DEL TERRENO DI FONDAZIONE Oltre
alla conoscenza delle proprietà dinamiche dei terreni, medianti studi ed
indagini appropriate, l’EC8 prescrive che il sito di costruzione deve essere
tale da minimizzare il rischio di rottura relativo alla presenza di faglie
attive, alla instabilità di pendii, alla liquefazione ed all’addensamento dei
terreni dovuto ad un dato terremoto. Presenza
di faglie attive Per
quanto riguarda la presenza di faglie attive, gli edifici di importanza
strategica per la protezione civile (ospedali, caserme, centrali elettriche,
ecc.), quelli con notevole affollamento (scuole, teatri, chiese, biblioteche,
ecc.) e quelli di medie dimensioni ad uso comune (uffici, abitazioni, ecc.),
non possono essere costruiti in vicinanza di quelle riconosciute tali dalle
Autorità competenti. Instabilità
dei pendii Per
la stabilità dei pendii l’EC8 prescrive una verifica sismica della stabilità
dei pendii su cui insistono gli edifici sopra citati, al fine di accertarne
la stabilità, valutando eventuali spostamenti permanenti non accettabili con
la funzionalità della struttura. La risposta del pendio all’azione sismica
può essere calcolata sia con i metodi pseudo-statici dell’Eurocodice 7 (EC7),
sia con i metodi dinamici quali quelli agli elementi finiti. La verifica allo
stato limite deve essere eseguita almeno per la superficie di potenziale
scorrimento. Nella determinazione della resistenza meccanica del terreno si
deve tenere conto dell’eventuale decremento di valore per deformazioni
elevate, come nel caso di riattivazione di vecchie frane a causa di un sisma.
Infine si deve tenere conto della degradazione della resistenza del terreno e
dell’incremento di pressione interstiziale dovuti alla ciclicità del carico. Liquefazione
del terreno Si definisce liquefazione la riduzione di
resistenza e/o di rigidezza causata durante il moto sismico dall’aumento di
pressioni interstiziali in terreni saturi non coesivi, tale da provocare
deformazioni permanenti significative o persino da indurre nel terreno una
condizione di sforzi efficaci quasi nulli. Per quanto
riguarda il fenomeno della liquefazione l’EC8 richiede la valutazione del
potenziale di liquefazione ogni volta che ci si trovi in presenza di un
terreno di fondazione costituito da strati di sabbia posti al di sotto della
falda idrica. In questi casi il potenziale di liquefazione deve essere
valutato sulla base dei risultati di una appropriata indagine geotecnica
(prove SPT, CPT, granulometria del terreno, ecc.). Per la valutazione del
potenziale di liquefazione devono essere impiegati i metodi dell’Ingegneria
Geotecnica basati su correlazioni tra i risultati delle misure in situ e lo
sforzo di taglio ciclico critico che ha causato liquefazione durante i
terremoti passati. Addensamento
del terreno La
possibilità di addensamento del terreno, con conseguenti elevati cedimenti
causati dalle sollecitazioni cicliche indotte dal terremoto, deve essere
investigata valutando tali cedimenti potenziali nel caso di presenza di
terreni sabbiosi sciolti e nel caso di presenza di argille molto soffici, che
a causa della sollecitazione ciclica possono mostrare una degradazione della
loro resistenza al taglio. Nel caso in cui da tale calcolo risultino
cedimenti significativi, è opportuno procedere al miglioramento del terreno secondo
i metodi descritti nell’EC7. CRITERI
GENERALI DI PROGETTAZIONE Per
quanto riguarda i criteri generali di progettazione, l’EC8 fa riferimento
all’EC7, nel quale sono fissati i criteri propri del metodo degli stati
limite, il concetto di coefficienti di sicurezza parziali, definiti su basi
statistiche, da applicare alle diverse grandezze. In merito alle verifiche da
condurre nel caso delle fondazioni superficiali e su pali, l’EC8 fa
riferimento prevalentemente a metodi di tipo pseudo-statico, precisando che: ·
le forze trasmesse dalla sovrastruttura al terreno di fondazione non devono
generare deformazioni permanenti significative; ·
le deformazioni indotte nel terreno dal terremoto devono essere compatibili
con la funzionalità della struttura; ·
la tipologia di fondazione deve essere tale da limitare i rischi associati
all’incertezze nella valutazione della risposta sismica. Viene
precisato inoltre di tenere conto delle non linearità del terreno, del decadimento
dovuto alla ciclicità dei carichi e di eventuali miglioramenti del terreno
necessari per evitare rischi di liquefazione o addensamento dei terreni.
Inoltre i pali di fondazione devono essere progettati tenendo conto anche
delle forze cinematiche derivanti dalle deformazioni del terreno attorno ai
pali dovute al passaggio delle onde sismiche. Interazione
dinamica terreno-struttura
Il
problema dell’interazione dinamica terreno-struttura si pone quando si vuole
introdurre nei calcoli sismici la deformabilità del terreno, riconoscendo
distinte la componente orizzontale dell’accelerazione sulla superficie libera
del terreno, lontano da ogni costruzione, dalla componente orizzontale
dell’accelerazione che ne risulta all’intradosso della fondazione per effetto
della deformazione subita dal terreno sottostante esercitata dalle fondazioni
stesse. Gli aspetti della risposta determinati dalla presenza del terreno,
inteso come un continuo deformabile dotato di geometria e condizioni al
contorno proprie, devono essere condotti accoppiando il terreno di fondazione
al manufatto ed eseguendo quindi una vera e propria analisi di interazione
dinamica terreno-struttura. Non meno importanti sono gli aspetti relativi al
comportamento dinamico dell’elemento di volume di terreno, e quelli relativi
al comportamento dinamico dell’ammasso al finito, una volta nota la storia
delle sollecitazioni applicate al terreno. Tali aspetti non sono secondari
rispetto allo studio dell’interazione terreno-struttura: basti pensare ai molti
manufatti che pur resistendo a forti azioni sismiche hanno superato lo stato
limite di utilizzazione in conseguenza di rilevanti cedimenti differenziali o
assoluti delle fondazioni per l’instabilità manifestata dai terreni stessi
sottoposti ai carichi dinamici, come per esempio nel caso della liquefazione. A
tal fine assumono una particolare importanza le indagini e le valutazioni
geologiche e geotecniche per la caratterizzazione del sito di costruzione,
con l’obiettivo di ottimizzare, in sede di progetto, la modellazione numerica
dell’interazione dinamica terreno-struttura. L’EC8 prescrive che si tenga
conto dell’interazione terreno-struttura nel caso in cui: ·
le strutture siano soggette ad un effetto del 2° ordine P-d significativo; ·
le strutture siano poste su fondazioni con elevata massa inerziale o su
fondazioni profonde, come nel caso di pile di ponti, silos e strutture
off-shore fondate su cassoni; ·
le strutture siano snelle, come nel caso di torri e ciminiere, fondate su
terreno molto soffice, con valori delle velocità di propagazione delle onde di taglio VS < 100 m/s. SICUREZZA E VERIFICA SISMICA DELLE
FONDAZIONI
Per quanto
riguarda la verifica sismica è importante specificare che in un’eventuale condizione
di rottura del terreno (definita come la condizione per la quale i livelli di
deformazione eccedono uno stato limite di servizio) non è il grado di
sicurezza a dover essere valutato, ma l’entità dell’amplificazione che le
onde sismiche subiranno propagandosi verso la superficie. Tale amplificazione
è quantificabile mediante lo spettro di risposta al sito, essendo ciò in
relazione all’eventuale aggravio di azioni dinamiche che può derivarne sulle
strutture. Se sul terreno
agiscono forze destabilizzanti statiche (come ad esempio in uno strato in
pendio) la verifica sismica consiste in tal caso nel valutare il grado di
sicurezza nei riguardi della rottura. In alcune situazioni, per la natura
transitoria della sollecitazione sismica, la condizione di rottura può essere
raggiunta localmente solo per un numero finito di brevi intervalli di tempo,
in ciascuno dei quali si genera un incremento di deformazione permanente che
va a sommarsi ai precedenti. Le conseguenze
subite da una struttura per effetto dei cedimenti totali o differenziali
dovuti ad un sisma possono ritenersi ancora accettabili se tali cedimenti non
superano lo stato limite di servizio. In questi casi per valutare con
maggiore attendibilità le deformazioni del terreno è necessario ricorrere ad
analisi più raffinate in campo non lineare, non essendo sufficiente calcolare
il fattore di sicurezza nei confronti della rottura. |
|||||||
|
ingegneriasismica.net -
Tutti i Diritti Riservati |
|||||||