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Info Contatti · · · EFFETTI DELLA NON LINEARITA’ DEL
TERRENO NEL PROGETTO DEI PALI · · INTRODUZIONE
· METODI PSEUDO-STATICI
· NECESSITÁ DI MODELLI COSTITUTIVI NON LINEARI · MODELLO DI BROMS · METODO DELLE
CURVE P-Y · COMPORTAMENTO DI UN PALO SINGOLO · COMPORTAMENTO
DEI PALI IN GRUPPO · · · INTRODUZIONE
Il ricorso ai
pali di fondazione è motivato non solo dalla necessità di limitare i
cedimenti o di trasmettere in profondità i carichi applicati in sommità a
strati di terreno più profondi, più resistenti e meno compressibili, ovvero
da esigenze prevalentemente idrauliche, quali fondazioni di ponti o di opere
off-shore. L’utilizzo della tecnologia delle fondazioni su pali ha infatti
reso sempre più numerose le applicazioni costruttive nelle quali si fa
ricorso ad essi, soprattutto quando si è in presenza di condizioni di carico
caratterizzate da elevati valori delle componenti orizzontali, come nel caso
sismico. Ciò ha dato notevole impulso in letteratura allo sviluppo di studi
teorici e sperimentali riguardanti il comportamento di pali caricati in
sommità, a partire dall’approccio tutt’oggi frequentemente utilizzato, per lo
meno dal punto di vista progettuale, che è quello di suolo alla Winkler,
la cui formulazione risale al 1867. Le difficoltà
maggiori nello studio delle strutture di fondazione sottoposte ad azioni
orizzontali di tipo dinamico sono connesse al fatto che le sollecitazioni
agenti su tali strutture non sono direttamente determinabili una volta note
le caratteristiche sismologiche di un terremoto. Infatti, il comportamento di
una data fondazione dipende in larga misura: - dalle
caratteristiche geotecniche del terreno sottostante; - dalle
caratteristiche dinamiche della sovrastruttura; -
dall’interazione tra struttura di fondazione e struttura in elevazione. Quando un palo
singolo è soggetto ad azioni orizzontali, considerate le sollecitazioni di
momento e taglio che si generano nella varie sezioni, la rottura può
verificarsi per raggiungimento dello stato limite ultimo sia del terreno sia
del palo. E’ importante precisare che il raggiungimento della resistenza
limite del terreno circostante il palo può avvenire secondo un meccanismo di
scivolamento lungo una superficie oppure per flusso plastico confinato man mano
che ci si allontana dalla superficie. METODI
PSEUDO-STATICI
Il
progetto dei pali singoli e/o in gruppo sottoposti ad azioni di tipo
orizzontale viene normalmente condotto con l’ausilio dei metodi di tipo pseudo-statico,
nei quali si assume che durante un terremoto le opere di fondazioni siano
soggette ad un carico eccentrico ed inclinato. L’eccentricità deriva dal
momento di trasporto delle forze d’inerzia orizzontali dagli elementi
strutturali, dove si manifestano, al livello della fondazione. L’inclinazione
del carico viene valutata componendo la forza peso con l’aliquota di esso
applicata staticamente in senso orizzontale, calcolata sulla base
dell’intensità sismica della zona su cui sorge la fondazione. In altre
parole, nei metodi di tipo pseudo-statici, valutate le forze esterne, il
calcolo sismico della fondazione si riduce alla verifica della capacità
portante per carichi inclinati ed eccentrici. Prescrizioni
dell’Eurocodice 8
L’EC8,
relativamente alle verifiche da condurre nel caso delle fondazioni
superficiali e su pali, fa riferimento prevalentemente ai metodi di tipo
pseudo-statico, largamente conosciuti ed utilizzati nella pratica
professionale, precisando tuttavia che: - le forze
trasmesse dalla sovrastruttura al terreno di fondazione non devono generare
deformazioni permanenti significative; -
le deformazioni indotte nel terreno dal terremoto devono essere compatibili
con la funzionalità della struttura; - la tipologia di
fondazione deve essere tale da limitare i rischi associati alle incertezze
nella valutazione della risposta sismica. NECESSITÁ
DI MODELLI COSTITUTIVI NON LINEARI
I modelli
geotecnici più semplici per valutare la stabilità di un palo soggetto a forze
orizzontali sono per lo più basati sul concetto di equilibrio limite,
poiché utilizzano legami costitutivi per il terreno di tipo rigido-plastico.
Con tali modelli è possibile valutare il momento massimo che si verifica nel
palo nella sezione di incastro con la fondazione superficiale, ma non è
possibile valutare la distribuzione del momento nel palo alle varie
profondità, né gli spostamenti. Per tali valutazioni generalmente si ricorre
ad una modellazione dell’interazione palo-terreno di tipo elastico-lineare,
che generalizza la schematizzazione del terreno alla Winkler con la
possibilità di includere nell’analisi la disomogeneità del terreno attraverso
la variabilità del modulo di reazione orizzontale con la profondità. Nella
progettazione delle fondazioni su pali è importante la valutazione dei
cedimenti, dello spostamento orizzontale e delle sollecitazioni indotte sui
pali stessi dalle azioni di natura sismica. In questi casi il comportamento
dei pali è in genere analizzato per mezzo della Teoria dell’Elasticità,
assumendo che il terreno si comporti come un materiale di tipo
elastico-lineare (modello di Matlock-Reese) o, al più, di tipo
rigido-plastico (modello di Broms). Tuttavia le prove di carico su
pali in vera grandezza evidenziano una forte non linearità del comportamento
del terreno, sia esso di tipo coesivo o incoerente, e pertanto, tale aspetto
non dovrebbe essere trascurato nello studio dell’interazione palo-terreno. I vantaggi del
modello elastico-lineare di Matlock-Reese consistono nella possibilità di
determinare lo spostamento, la rotazione, il momento flettente ed il taglio
che si generano nel palo, mediante coefficienti dimensionali opportunamente
tabulati, mentre gli svantaggi riguardano le incertezze esistenti nella
valutazione di tale grandezza, in una schematizzazione in cui il terreno
interviene attraverso questo unico parametro, che rappresenta soltanto una
caratteristica del modello di interazione e non il comportamento meccanico
del mezzo. Inoltre l’esigenza di dovere tenere conto di fattori quali la non
linearità del comportamento del terreno e la variazione del modulo di
reazione orizzontale in funzione del livello di carico, come evidenziato dai
risultati sperimentali, fanno si che per una più realistica modellazione del
comportamento del sistema palo-terreno sia necessario il ricorso a metodi di
tipo elastico non lineare. MODELLO
DI BROMS
Particolarmente
importante risulta poi la valutazione del carico limite orizzontale agente
alla sommità di un palo verticale. Questo può essere raggiunto quando si
supera la pressione limite del terreno pmax o quella
flessionale del palo. Il modello più noto per la determinazione del carico
limite è quello proposto da Broms nel quale si ipotizza che: a) il
comportamento del terreno laterale a contatto del palo sia rigido plastico e
sia funzione della dimensione trasversale D del palo; b) il
comportamento flessionale del palo sia di tipo rigido plastico. Il punto b)
equivale a considerare le rotazioni elastiche del palo trascurabili fino a
che il momento flettente non raggiunga il valore di plasticizzazione in una
sezione, nel qual caso si forma una cerniera plastica e la rotazione aumenta
con momento costante. Se il massimo momento che si genera nel palo è
inferiore al valore al valore di plasticizzazione (palo rigido) il collasso
si verifica secondo un cinematismo di moto rigido. - Per pali
relativamente corti e rigidi il valore del carico limite dipende dalle
caratteristiche geometriche del palo e dalla resistenza del terreno e si
arriva a rottura mobilizzando la resistenza del terreno. -
Per pali relativamente lunghi il valore del carico limite dipende anche dalle
caratteristiche di resistenza del palo. L’importanza
della formulazione di Broms risiede nel fatto che l’esperienza acquisita
dimostra con sufficiente attendibilità che la determinazione della pressione
limite del terreno, relativamente ai casi di terreno argilloso e incoerente,
può esprimersi in funzione rispettivamente dei valori della coesione non
drenata cu e dell’angolo di resistenza al taglio del terreno. Nel
primo caso (terreno coesivo), per la pressione limite, Broms propone un
diagramma semplificato con resistenza nulla fino a 1,5D, costante al di sotto
e pari a 9cuD. Nel secondo caso (terreno non coesivo) Broms
considera che la pressione assuma una variazione di tipo lineare con la
profondità z, pari a 3KpgDz, essendo Kp
il coefficiente di spinta passiva e g il peso
dell’unità di volume del terreno. Note le
distribuzioni lungo il palo dello spostamento, della reazione del terreno e
del momento flettente, da semplici equazioni di equilibrio è possibile
determinare il valore dal carico limite orizzontale. METODO
DELLE CURVE P-Y
Una valida
generalizzazione del modello di Winkler è costituita dal cosiddetto metodo
delle curve P-y, che offre il vantaggio di poter tener conto dei fenomeni
di plasticizzazione che si verificano nel terreno circostante il palo.
L’esigenza di dover tener conto di fattori quali la non linearità del
comportamento del terreno, la variazione delle caratteristiche del mezzo e
del modulo di reazione in funzione del livello di carico, conferisce al
metodo delle curve P-y una notevole generalità di applicazione. Infatti
tramite i parametri che definiscono la funzione di trasferimento,
ovvero la pressione limite pmax ed il modulo di reazione
orizzontale iniziale del terreno Esi (pendenza delle curve), è
possibile caratterizzare quest’ultimo sia dal punto di vista meccanico che
resistente. Tuttavia, come in
generale succede in qualsiasi modellazione che si avvalga dell’impiego di
funzioni di trasferimento, è proprio la scelta dei parametri caratterizzanti
la curva a condizionare la validità dei risultati che si ottengono. Per tenere conto
degli effetti di non linearità nell’interazione della risposta mobilitata dal
terreno circostante un palo soggetto a una forza orizzontale (o di gruppi di
pali sottoposti ad azioni orizzontali) vengono proposti in letteratura
diversi modelli analitici. L’obiettivo è quello considerare modelli
costitutivi del terreno di tipo non lineare in grado di cogliere con
sufficiente attendibilità l’osservazione sperimentale del comportamento di
pali sottoposti a carico orizzontale. A tal fine si può ritenere
sufficientemente corretto fare riferimento a curve P-y esprimibili attraverso
semplici espressioni analitiche quali quelle di tipo iperbolico o parabolico. Modellazioni
semplificate possono essere condotte impiegando un legame costitutivo di tipo
elasto-plastico che presenta il vantaggio di consentire l’impostazione di
soluzioni numeriche in forma chiusa per la determinazione delle
caratteristiche di derogazione e di sollecitazione in corrispondenza della
sezione di incastro del palo nella fondazione. COMPORTAMENTO
DI UN PALO SINGOLO
Funzioni
di trasferimento iperboliche
Un semplice legame
costitutivo per il terreno in grado di cogliere con buona approssimazione i
valori sperimentali è quello di tipo iperbolico espresso nella forma:
nella quale y(z) è
lo spostamento orizzontale del palo alla profondità z, p(z) è la reazione
mobilitata nel terreno circostante il palo in corrispondenza di y(z), Esi(z)
è il valore iniziale del modulo di reazione orizzontale del terreno e pmax(z)
è la pressione limite del terreno. Nella (1) l’approccio più affidabile per
la determinazione di pmax(z) è quello basato sul metodo di Broms.
Per quanto riguarda il modulo di reazione orizzontale Esi(z) si
ricorre all’interpretazione di prove sperimentali eseguite su pali in vera grandezza
mediante l’impiego di relazioni empiriche dedotte dalle analisi, ovvero si
adottano procedure che utilizzano i risultati di moderne e sofisticate prove
geotecniche in situ. In generale si assume che Esi(z) cresca
linearmente con la profondità secondo la relazione Esi(z) = Kiz,
essendo Ki il gradiente del modulo iniziale. Una volta fissati Esi
e pmax, l’andamento delle curve è univocamente definito. Funzioni
di trasferimento paraboliche
Impiegando per il
terreno un legame costitutivo di tipo parabolico una conveniente relazione
può essere data dalla seguente espressione:
nella quale y50(z)
è lo spostamento orizzontale corrispondente alla mobilitazione del 50% della pressione
limite del terreno. Quest’ultimo parametro può espresso da relazioni molto
semplici che lo legano al diametro D del palo: ad esempio per terreni coesivi
teneri può assumersi y50 = 0,03D mentre per terreni coesivi di
media consistenza si può adottare y50 = 0,02D. Per successive
derivazioni dalla (2) è possibile determinare le rotazioni lungo il palo e le
caratteristiche di sollecitazioni. COMPORTAMENTO
DEI PALI IN GRUPPO
Analogamente
al palo singolo, anche nei pali in gruppo l’effetto della non linearità del
comportamento del terreno influenza
in maniera determinante la risposta in termini di pressione. L’osservazione
dei risultati sperimentali di prove di carico in vera grandezza condotte su
pali in gruppo evidenzia che l’andamento caratteristico della curva carico
orizzontale-spostamento subisce un abbassamento rispetto al caso di palo
singolo, ancora più evidente nel caso di pali posti in terreni coesivi. Per tener conto di
questo aspetto, l’estensione del metodo delle curve P-y ai pali in gruppo
avviene mediante l’introduzione di un moltiplicatore PM con il
quale è possibile modificare opportunamente l’andamento della funzione di
trasferimento per tener conto dei mutui fattori di interazione che
intervengono tra i pali del gruppo. L’obiettivo è quello di poter ridurre i
valori della reazione mobilitata per i pali del gruppo, rispetto al palo
singolo, cosi’ da ottenere curve carico-spostamento aderenti alla realtà
sperimentale. In particolare con il moltiplicatore Pm si riducono
le proprietà meccaniche del terreno in termini di pressione limite pmax
e modulo di reazione orizzontale Esi per poter considerare la
significativa riduzione di resistenza che subisce il terreno tra i pali del
gruppo rispetto al palo singolo. Tale riduzione risulta funzione della
distribuzione dei pali all’interno del gruppo. Modellazione
numerica del sistema pali-terreno
L’analisi del
comportamento dei pali soggetti ad azioni orizzontali con il metodo delle
curve P-y viene di norma condotta mediante modelli di calcolo costituiti da
elementi finiti monodimensionali di palo, collegati tra loro da molle a
comportamento elastico lineare e con il terreno circostante attraverso
funzioni di trasferimento a comportamento non lineare. Valutati gli
spostamenti orizzontali del palo attraverso una procedura iterativa, che
tiene conto della non linearità del legame costitutivo, tramite successive
derivazioni numeriche, è possibile determinare le rotazioni, il momento
flettente ed il taglio in corrispondenza delle sezioni del palo poste alle
varie profondità dal piano di campagna. Per analisi di particolare importanza
strutturale si utilizzano codici di calcolo ad elementi finiti dotati di
sofisticati modelli costitutivi per i materiali, sia del palo che del terreno
circostante, in grado di simulare effetti di plasticizzazione, del sistema
pali-terreno, in presenza di complesse condizioni al contorno. Va tuttavia precisato
che una corretta progettazione sismica delle fondazioni non deve basarsi
solamente sulle analisi fornite dai codici di calcolo, ma essere anche
accompagnata (quando possibile e necessario) da indagini sperimentali e
attente valutazioni nella scelta dei parametri geotecnici che si vanno ad
utilizzare. |
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