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· Controllo Strutturale Attivo · · CONTROLLO STRUTTURALE
NELL’INGEGNERIA SISMICA · · INTRODUZIONE
· EQUAZIONE DEL MOTO DELL’OSCILLATORE SEMPLICE
· Bilancio energetico del sistema · INTERVENTI DEL CONTROLLO STRUTTURALE · · · · ·
· INTRODUZIONE
L'azione sismica
(terremoto) agente su di una struttura esercita sulla stessa delle vibrazioni
che, che a seconda dell'intensità, possono pregiudicare il comfort per gli utenti,
la destinazione d'uso o, nei casi più gravi, la stabilità complessiva della
costruzione. Per attenuare gli effetti causati da queste pericolose vibrazioni si cerca di esercitare sulla
costruzione un controllo strutturale. Con questa
terminologia, in Ingegneria Sismica, si intende l'insieme delle tecniche di
intervento che si realizzano su di una struttura per modificarne la risposta
quando soggetta a sollecitazione sismica, in particolare per attenuare le
vibrazioni indotte sulla struttura stessa. In altre parole il controllo
strutturale va quindi inteso come il complesso di concetti e tecniche che
mirano a fornire alle costruzioni una adeguata protezione dalle conseguenze
di brevi ma intensi carichi sismici. A partire dai primi anni '70 sono stati
fatti notevoli progressi, teorici e sperimentali, in tema di controllo
strutturale: i maggiori contributi vengono da ricerche condotte negli Stati
Uniti, Giappone ed Europa. Il
"controllo" del
comportamento di una struttura si realizza dotando la costruzione di
opportuni sistemi ausiliari che, nel breve intervallo di durata dell'azione
sismica, intervengono a modificare le caratteristiche strutturali (rigidezza,
smorzamento), con l'effetto di migliorarne la risposta e proteggerne lo stato
di servizio. Questi sistemi ausiliari costituiscono il CONTROLLO STRUTTURALE
ATTIVO o ASC (Active Structural Control) se sono azionati da energia esterna,
altrimenti costituiscono il CONTROLLO STRUTTURALE PASSIVO o PSC (Passive
Structural Control). EQUAZIONE DEL MOTO DELL’OSCILLATORE SEMPLICE Per cogliere gli
aspetti fondamentali del comportamento dinamico di una costruzione
sollecitata da un sisma e, quindi, comprendere come poter intervenire sul controllo strutturale è necessario
qualche richiamo analitico di dinamica delle strutture. Supponendo in prima
approssimazione che il comportamento dinamico di un edificio possa essere
simulato come quello di un oscillatore semplice ad un grado di libertà di
massa M, rigidezza K e smorzamento viscoso C, l'equazione del moto si scrive
come:
che rappresenta
l’equilibrio dinamico tra tutte le forze agenti sul sistema. Nella (1) i tre
addendi a primo membro rappresentano, rispettivamente, la forza d’inerzia, la
forza viscosa e la forza elastica, essendo x(t) lo spostamento della sommità
dell'edificio rispetto a terra, mentre a secondo membro F(t) rappresenta la
forzante. Nel caso in esame la forzante F(t) rappresenta l'azione sismica con
accelerazione del suolo ÿs(t) alla base della struttura, ovvero
una forza d'inerzia pari a F(t)=-Mÿs(t)
applicata alla massa M della struttura su suolo fisso, per cui:
Per evidenziare i
parametri caratteristici dell'oscillatore l'equazione del moto (2) può essere
scritta anche nella forma:
dove le quantità:
rappresentano, rispettivamente,
la pulsazione naturale e il rapporto
di smorzamento del sistema, essendo:
lo smorzamento
critico. La frequenza naturale del sistema è data da:
Caso di forzante di tipo armonico Se la forzante è
armonica del tipo F(t)=Fcos(wt), con w=2pf, l'equazione del moto:
ha una soluzione
particolare del tipo:
essendo:
rispettivamente
l'ampiezza e l'angolo di fase, ovvero l'intensità massima e il ritardo della risposta x(t) rispetto
all'ingresso F(t). Bilancio energetico del sistema
Per capire quando
la risposta (8) può assumere valori elevati (spostamenti elevati) si
consideri l'ampiezza X (il fattore temporale armonico non dà contributi in
questo senso). La (9) può essere
riscritta nella forma seguente:
con:
Dalla (11) si
vede che l'ampiezza X è pari allo spostamento elastico F/K dovuto alla forza
statica F moltiplicato per la quantità D(x,f/fn),
detta fattore di amplificazione, dipendente dallo smorzamento strutturale x e dal rapporto f/fn. La risposta x(t) assume allora la
forma:
Dalla (13) si
vede subito che l'intensità della risposta dipende direttamente dal fattore
di amplificazione D: per f » fn (condizioni di risonanza) D(x,1)=1/2x, per cui:
Integrando la (2)
rispetto allo spostamento si ottiene il bilancio energetico del sistema
oscillatore-forzante sismica:
dove:
INTERVENTI DEL CONTROLLO STRUTTURALE Le
relazioni fin qui trovate suggeriscono immediatamente i possibili criteri del
controllo strutturale. Dalla (14) si vede che bassi valori dello smorzamento x causano, in condizioni di risonanza, grandi
amplificazioni della risposta, mentre nella (15) grandi valori dell'energia
sismica in ingresso provocano elevati valori dell'energia cinetica
dell'oscillatore. Si conclude quindi, da queste semplici considerazioni, che
le grandi linee di intervento proposte dal controllo strutturale antisismico
sono costituite da: - tecniche di
aumento artificiale dello smorzamento strutturale - tecniche di
variazione ad hoc della rigidezza globale della struttura - tecniche di
attenuazione dell’energia in ingresso - tecniche ibride
dei casi precedenti Tecniche di aumento artificiale dello smorzamento strutturaleConsentono di
attenuare la risposta risonante. Infatti poiché in risonanza la forzante F(t)
e la velocità sono in fase l'amplificazione dinamica dello spostamento può
essere controllato solamente con forze in controfase alla velocità, ovvero
aumentando artificialmente lo smorzamento viscoso. I dispositivi che
consentono di raggiungere tale scopo sono: - dissipatori
viscosi (coulombiani) di interpiano o di piano-suolo; - controventature
attive controllate da un meccanismo elettroidraulico; - dissipatore
inerziale (passivo) a massa ausiliaria accordata. Tecniche di variazione ad hoc (aumento o riduzione) della rigidezza globale della strutturaQueste
tecniche hanno lo scopo di rendere la costruzione "insensibile"
all'azione sismica. Esiste un intervallo di rigidezze per costruzioni
medio-basse (particolarmente vulnerabili ai terremoti) in cui l'accelerazione
del suolo viene amplificata dalla costruzione stessa, con gravi conseguenze.
Quello che si cerca di ottenere è di modificare artificialmente la rigidezza
complessiva della struttura, in modo tale da farla uscire dal suddetto
intervallo di sensibilità al sisma. Questo può essere ottenuto con due
procedimenti: - riduzione della
rigidezza della costruzione facendola appoggiare su appoggi elastomerici
(tecnica di base isolation); - aumento della
rigidezza attivando automaticamente controventature che in condizioni
non-sismiche vengono disattivate. Se la variazione di rigidezza viene
automatizzata con tecnica AVS (Active Variable Stiffness), il dispositivo di
controllo può "decidere" di attivare o meno le controventature ai
singoli piani della costruzione. Tecniche di attenuazione dell'energia in ingressoConsentono di
aumentare lo smorzamento naturale della costruzione, applicando le seguenti
tecniche: - una tecnica
passiva consiste nell'inserimento nella costruzione di dissipatori ad attrito
viscoso o coulombiano agenti nel ciclo di escursione di interpiano; - una tecnica
attiva consiste nell'inserimento di controventature azionate, da energia
esterna, da un servocomando elettroidraulico: dei trasduttori rilevano
l'inizio del moto del suolo e attivano l'azione di contrasto per il breve
intervallo di durata del sisma. - smorzatore
inerziale di Frahm: consiste nell'accoppiamento di un oscillatore secondario
di massa m all'oscillatore principale M. Accordando opportunamente m con M,
la risposta di m ritarda di un quarto di ciclo rispetto a quella di M e
quindi l'azione di richiamo elastico che m esercita su M è in controfase alla
velocità di M: esso equivale dunque per M ad uno smorzamento viscoso. Tecniche ibride dei casi precedentiLe tecniche
ibride combinano più azioni meccaniche per aumentare la prestazione
complessiva del sistema ausiliario. |
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