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· Isolamento Sismico degli Edifici · · I sistemi ed i dispositivi antisismici in Sicilia, in
Italia e nel mondo: · dall’isolamento sismico della scuola Johan Heinrich Pestalozzi · a Skopje negli anni ’60 a quello della nuova Francesco
Jovine, · “la scuola più sicura d’Italia”, a San Giuliano di
Puglia nel 2008 (*)
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· Alessandro Martelli è Responsabile della Sezione Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione
Effetti dell’ENEA, Bologna; docente di “Costruzioni in zona sismica” alla Facoltà di Architettura
dell’Università degli Studi di Ferrara; Presidente del GLIS, past president e coordinatore della Sezione Territoriale
Europea dell’ASSISi e convenor dell’EAEE-TG5; alessandro.martelli@bologna.enea.it, tel. +39-348-3827007, fax +39- 051-6098544. (*) Questo articolo riporta una sintesi della
relazione "I sistemi antisismici in Sicilia, in Italia e nel mondo:
dall'isolamento sismico della scuola Johan Heinrich Pestalozzi a Skopje negli anni '60 a quello della nuova Francesco Jovine, 'la scuola più sicura d'Italia', a San Giuliano
di Puglia nel 2008" tenuta dall'autore al Seminario "Centenario del Terremoto e del Maremoto
di Messina e Reggio Calabria: 1908-2008, un Secolo di Ingegneria Sismica",
organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina in
collaborazione con il Comune di Messina, il Dipartimento della Protezione
Civile, l'ENEA, il GLIS, la Facoltà di Ingegneria dell’Università di
Messina ed altri partner e tenutosi a Messina il 30 ed il 31 gennaio 2009. Attualmente vi sono, nel mondo, già oltre 10·000 strutture, di nuova costruzione od anche esistenti, situate in oltre 30 paesi, che sono protette mediante sistemi e dispositivi di controllo passivo delle vibrazioni sismiche, cioè da sistemi d’isolamento sismico (Figura 1) o di dissipazione d’energia, ovvero da dispositivi in leghe a memoria di forma (Shape Memory Alloy Device o SMAD) o ritegni oleodinamici di vincolo provvisorio, che entrano in funzione, irrigidendo la struttura, solo quando gli elementi da essi connessi sono soggetti a movimenti relativi rapidi, come accade durante un terremoto (Shock Transmitter Unit o STU). Si tratta sia di ponti e viadotti, sia di edifici di tutti i tipi (strategici, pubblici e residenziali), sia di impianti e componenti industriali (anche a rischio di incidente rilevante, nucleari e chimici), sia di opere afferenti al patrimonio culturale (edifici monumentali, musei, coperture di scavi archeologici, teche museali e singoli capolavori).
Figura 1: Numero totale degli
edifici isolati sismicamente completati in ottobre 2008 nei paesi che maggiormente utilizzano i
sistemi antisismici (a sinistra) e numero totale di quelli realizzati in
Italia durante gli anni (a destra). La prima moderna applicazione dei moderni
sistemi antisismici fu, negli anni ’60, l’isolamento sismico della scuola Johan Heinrich Pestalozzi a Skopje, costruita
a seguito del violento terremoto che aveva distrutto la città nel 1963
(Figura 2). Attualmente, l’uso dei sistemi e dei
dispositivi suddetti è ovunque in continua crescita e riguarda un numero
sempre maggiore di paesi, ma è ovunque influenzato, in modo determinante,
dalle caratteristiche della normativa applicata. Un forte impulso
all’affermazione di tali sistemi e dispositivi si deve tuttora anche agli
effetti di terremoti violenti, con i crolli delle strutture costruite in modo
convenzionale e, al contrario, il costante ottimo comportamento di importanti opere protette con i sistemi suddetti
(soprattutto, ma non solo, d’isolamento): ciò si è riscontrato principalmente
in Giappone (già in numerose occasioni), ma importanti esperienze riguardano
anche altri paesi (Italia, Stati Uniti d’America, Federazione Russa, Turchia
e, in particolare durante il disastroso terremoto di Wenchuan del 12 maggio 2008,
Figura 2: La scuola Johan Heinrich Pestalozzi, costruita a Skopje
(Macedonia) negli anni ’60 (a sinistra), vista di uno dei LDRB che
costituivano sistema d’isolamento sismico originario (al centro) e vista di
un nuovo HDRB appena installato nel Giappone Non meraviglia, quindi, che il Giappone, in conseguenza del terremoto di Hyogo-ken Nanbu del 1995 ed anche grazie alla disponibilità di un’adeguata specifica normativa dal 2000 ed alla liberalizzazione dell’uso dell’isolamento sismico dal 2001, stia sempre più consolidando la sua leadership a livello mondiale, già da tempo acquisita, con gli attuali oltre 5·000 edifici isolati (in aggiunta ad altri 2·700 protetti con sistemi dissipativi e ad un buon numero di ponti e viadotti isolati). In questo paese, la tendenza è ora di isolare, da una parte, anche grattacieli e gruppi di edifici sorretti da un’unica grande struttura isolata (artificial ground) e, dall’altra, pure piccoli e leggeri edifici privati (di questi ultimi ve ne sono già 3·000 isolati e 2·000 protetti da dissipatori). Inoltre, sono iniziate l’utilizzazione di sistemi d’isolamento tridirezionali (3D) ed importanti applicazioni dell’isolamento sismico anche nel settore industriale (in particolare per proteggere fabbriche di semiconduttori e strutture nucleari) e per la salvaguardia del patrimonio culturale. Repubblica Popolare Cinese Al Giappone segue ora, per numero di applicazioni
delle moderne tecnologie antisismiche, Federazione Russa I notevoli progressi nell’uso dei sistemi e dei
dispositivi antisismici nella Repubblica Popolare Cinese hanno
fatto recentemente retrocedere al terzo posto (per numero di strutture
protette con tali sistemi e dispositivi) Stati Uniti d’America Al quarto posto restano gli Stati Uniti d’America, dove
l’uso dei moderni sistemi antisismici nei ponti e nei viadotti (con 600÷650
applicazioni sparse in tutto il paese) e, per la dissipazione d’energia,
anche negli edifici, prosegue in modo soddisfacente, ma, a causa della
normativa molto penalizzante in vigore per gli edifici isolati (nonostante
l’ottimo comportamento di alcuni di essi durante il
terremoto di Northridge
del 1994), il numero di nuove realizzazione di questo tipo resta limitato.
Infatti, tali edifici continuano a risultare da Italia L’Italia, dove le applicazioni dei moderni sistemi antisismici sono iniziate nel 1975 per i ponti ed i viadotti e nel 1981 per gli edifici (4 anni prima del Giappone e degli USA), resta attualmente quinta a livello mondiale (e prima in Europa), almeno per il numero di edifici isolati già completati (Figura 1): essi risultano ora circa 70 (oltre a 20 prossimi al completamento), sia strategici o pubblici, sia residenziali, situati non solo nelle aree più sismiche (zone sismiche 1 e 2), ma anche in zona sismica 3 (ad esempio, in provincia di Bologna). Particolare attenzione è giustamente dedicata, in Italia, oltre che all’isolamento sismico dei nuovi ospedali ed edifici rilevanti per la protezione civile, a quello delle scuole, settore in cui, dopo il recente completamento della nuova Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia (vedi oltre), altre 15 realizzazioni sono già in corso. Delle suddette applicazioni dell’isolamento sismico agli
edifici Per gli edifici, oltre alle suddette applicazioni dell’isolamento sismico, il nostro paese ne vanta già alcune decine anche di dissipatori, SMAD, o STU. Sebbene in Italia il numero degli edifici protetti da sistemi e dispositivi antisismici sia tutto sommato ancora limitato (a causa, negli anni ’90, prima dell’assenza di specifiche regole di progettazione, poi della loro inadeguatezza e di un iter approvativo inutilmente complesso ed incerto), è però da notare che, nel nostro paese, vi è stato un incremento significativo del numero degli edifici protetti da moderni sistemi antisismici completati negli ultimi anni (con i primi retrofit di edifici con l’isolamento) e, soprattutto, delle nuove realizzazioni in costruzione o progetto.
Figura 3: La nuova scuola Francesco Jovine
ed il Centro Professionale ed Universitario “Le Tre Torri” di
San Giuliano di Puglia, eretti su un’unica piastra isolata sismicamente, al momento dell’inaugurazione il 18
settembre 2008, e vista del sistema d’isolamento sismico durante la
costruzione. Ciò si deve alla nuova normativa sismica nazionale, sviluppata a seguito del crollo della scuola elementare Francesco Jovine di San Giuliano di Puglia, che aveva causato la morte di 27 bambini (fra i quali tutti i più piccoli) e di una maestra, durante il terremoto del Molise e della Puglia del 31 ottobre 2002. Grazie ai 61 isolatori in gomma naturale ad alto smorzamento (High Damping Rubber Bearing o HDRB) ed ai 12 isolatori a scorrimento acciaio-teflon (Sliding Device o SD) che la proteggono, la nuova Francesco Jovine (Figura 3), collaudata dallo scrivente e dal socio del GLIS ing. Claudio Pasquale il 2 settembre 2008 e subito dopo divenuta operativa, è giustamente da considerare “la scuola più sicura d’Italia”, come è stata definita sia dal Sottosegretario dott. Guido Bertolaso, capo del Dipartimento della Protezione Civile, sia, in occasione della sua inaugurazione il 18 settembre, dal Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi e dal Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca On Mariastella Gelmini (si veda la relazione dell’ing. Paolo Clemente). Infine, è da sottolineare che l’Italia vanta numerose importanti applicazioni di dispositivi prodotti dalle sue industrie manifatturiere in molti paesi, sia europei che extraeuropei, che essa resta leader mondiale per numero ed importanza delle applicazioni dei moderni sistemi antisismici nel settore della salvaguardia del patrimonio culturale e che è ancora quantomeno ai primi posti per quanto attiene alla protezione, con tali sistemi, dei ponti e dei viadotti (nel quale le realizzazioni italiane erano già oltre 150 all’inizio degli anni Novanta e risultano ora certamente più di 250). Altri paesi Per quanto riguarda altri paesi, l’uso dei sistemi e dei dispositivi antisismici è in forte espansione anche: · a Taiwan, dove, a metà del 2007, risultavano già completati od in costruzione 29 edifici isolati (dapprima soprattutto ospedali, ma, più recentemente, anche edifici residenziali), oltre a 20 ponti o viadotti isolati, ed erano già 85 nel 2005 gli edifici protetti con sistemi dissipativi; · in Armenia, dove, nonostante si tratti di un paese ancora in via di sviluppo e scarsamente abitato, sono già 32 gli edifici isolati (con dispositivi di produzione nazionale), sia di nuova costruzione (fino a 20 piani di altezza) che esistenti (anche in muratura, con il primo retrofit, quello della scuola n. 4 di Vanadzor, risalente al 2002); · in Nuova Zelanda, patria dei dispositivi d’isolamento e dissipazione che utilizzano la tecnologia del piombo, anch’essa scarsamente popolata, dove sono già stati protetti con moderni sistemi antisismici più di 30 edifici, oltre a numerosi ponti e viadotti; · in Messico, che vanta 7 edifici isolati con dispositivi a rotolamento di produzione nazionale (il primo dei quali, la scuola secondaria Legaria a Mexico City, completato già nel 1974), oltre a 25 protetti con dissipatori; · in Francia, che aveva importanti applicazioni dell’isolamento sismico già negli anni ’70 (sia nel settore civile che in quello nucleare), e dove, nel territorio europeo, tale tecnica è ora utilizzata nuovamente per ulteriori impianti nucleari in costruzione (Jules Horowitz Reactor) o previsti (impianto ITER per la fusione) a Cadarache, mentre, nell’isola francese della Martinica, le realizzazioni in corso sono nel settore civile, con l’isolamento addirittura obbligatorio per proteggere scuole ed altri edifici pubblici. Si noti che anche a Taiwan ed in Armenia l’inizio delle applicazioni dei sistemi e dei dispositivi antisismici si deve a terremoti violenti: quello di Chi Chi del 1999 (dopo il quale fu modificata, a Taiwan, la normativa nazionale, incentivando l’uso dei moderni sistemi antisismici) e quello di Spitak del 1988. Importanti realizzazioni sono iniziate da alcuni anni anche in Turchia, Grecia, Portogallo, Venezuela ed a Cipro (molte delle quali con dispositivi prodotti in Italia o progetti italiani) e, più recentemente, in Argentina, Israele, India, Romania ed Iran e proseguono nella Corea del Sud, in Canada, Cile, Indonesia e Macedonia. Le applicazione in Iran (dove un edificio è già protetto da dissipatori italiani) sono, in prospettiva, di particolare interesse, in quanto a Parand (una nuova città satellite di Tehran in costruzione) è in corso un enorme progetto, che prevede la realizzazione di centinaia di edifici residenziali isolati. Per quanto attiene alla Corea del Sud, all’isolamento di numerosi ponti e viadotti (molti dei quali dotati di dispositivi italiani o prodotti in collaborazione con aziende italiane) e di 13 serbatoi LNG, si aggiungono attualmente un solo edificio isolato ed uno solo protetto da dissipatori, ma è prevista una rapida estensione dell’uso dei moderni sistemi antisismici anche negli edifici, a seguito del violento terremoto di Busan-Fukaoka del 2005 (di magnitudo M = 7,0), con epicentro fra la penisola coreana ed il Giappone, e di un evento più recente (2007), di magnitudo assai inferiore (M = 4,8), ma con epicentro all’interno del paese. In Canada sono numerose le applicazioni di sistemi dissipativi (anche di produzione nazionale), ma l’utilizzazione dell’isolamento sismico sta iniziando solo ora. Sulla Macedonia, infine, si è già detto che questo paese
vanta la prima applicazione dell’isolamento sismico moderno, a livello mondiale,
quella alla scuola elementare Pestalozzi, costruita
a Skopje dopo il disastroso terremoto del 1963: il
sistema allora utilizzato era costituito da isolatori in
gomma a basso smorzamento (Low Damping Rubber Bearing o LDRB) assai poco armati, donati dalla
Svizzera, che, essendo ormai pure fortemente deteriorati, sono stati
sostituiti da moderni HDRB nel 2007 (Figura 2).
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