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· Protezione Sismica delle Strutture · · ISOLATORI ELASTOMERICI · · INTRODUZIONE
· CARATTERISTICHE DEGLI ELASTOMERI
· COMPORTAMENTO A “FILTRO” · MODELLI COSTITUTIVI PER GLI ISOLATORI · STRUTTURE
DOTATE DI ISOLAMENTO ALLA BASE · · · · · SOMMARIO Si
presenta in questo articolo una breve introduzione agli isolatori
elastomerici, con particolare riferimento alle proprietà meccaniche dei
materiali costitutivi e ai benefici derivanti dal loro comportamento in esercizio
in caso di evento sismico. INTRODUZIONE Dal
punto di vista tecnico gli isolatori svolgono la funzione di limitare le
accelerazioni trasmesse alla struttura mediante l’innalzamento del periodo
proprio di oscillazione, riducendo in tal modo le forze inerziali trasferite
alla struttura stessa, grazie al comportamento fortemente isteretico del
materiale elastomerico (gomma naturale, neoprene o materiali artificiali). Si
tratta di dispositivi di appoggio in elastomero armato, costituiti cioè da
strati alterni di acciaio ed elastomero (isolatori elastomerici armati)
connessi mediante processi di vulcanizzazione (Figura 1a e Figura 1b). Essi
sono anche detti HDRB (High Damping Rubber Bearing).
Figura 1a
Figura 1b Per
assolvere a tale funzione gli isolatori elastomerici sono normalmente
interposti tra le fondazioni e la sovrastruttura (Figura 2). In questa
configurazione essi realizzano quello che comunemente viene definito isolamento
alla base, ovvero Base Isolation (Figura 2a, Figura 2b). Il tipico
sistema di ancoraggio è mostrato in Figura 3a e Figura 3b.
Figura 2a Figura 2b
Figura 3a
Figura 3b Essi
sono caratterizzati da ridotta rigidezza orizzontale, affinché sia garantito
il disaccoppiamento del moto orizzontale della struttura da quello del
terreno, elevata rigidezza verticale per sostenere i carichi verticali senza
apprezzabili cedimenti e opportune capacità dissipative per ridurre lo
spostamento orizzontale della struttura. Questo tipo di isolatori realizza, attraverso il comportamento
pseudo-elastico che li caratterizza, un effettivo allungamento del periodo
proprio ed un’apprezzabile dissipazione di energia. La tecnologia
dell’isolamento alla base con isolatori elastomerici, collaudata
positivamente dai recenti terremoti giapponesi e americani, mette l’edificio
in grado di resistere a terremoti distruttivi di intensità Mercalli 9-10
senza alcun danno né alle strutture né alle finiture, con un conseguente
annullamento dei costi di riparazione a seguito di tali eventi e, cosa fondamentale,
con probabilità di perdita di vite umane quasi nulla. CARATTERISTICHE
DEGLI ELASTOMERI Gli
strati in gomma manifestano una bassa rigidezza nei confronti degli
spostamenti orizzontali: perciò l’isolatore è paragonabile ad una trave
fortemente deformabile a taglio di rigidezza:
dove
G è il modulo di taglio, S è la superficie di base e t è l’altezza
complessiva degli strati di
elastomero. Le caratteristiche geometriche degli isolatori e le proprietà meccaniche
dell’elastomero sono i parametri progettuali fondamentali nella
determinazione delle rigidezze verticale e orizzontale. Il tipo di mescola
elastomerica, caratterizzata da costante di smorzamento viscoso equivalente
ξ compreso tra 0,1 e 0,16 e il modulo di elasticità tangenziale G
compreso tra 0,4 MPa e 1,4 MPa, determinano invece le capacità dissipative
dell’elastomero. Gli elastomeri che costituiscono gli isolatori sono composti
da catene polimeriche fortemente allungabili a comportamento isteretico: esse
sono collegate trasversalmente, fatto che consente il recupero pressoché
completo delle deformazioni in un campo molto ampio. Le mescole elastomeriche
ad alto smorzamento sono caratterizzate da una sensibile diminuzione del
modulo di taglio all’aumentare della deformazione tagliante, in particolare
per deformazioni al di sotto del 50 per cento. Ciò consente di ottenere un
elevato valore di rigidezza orizzontale degli isolatori ed evitare quindi
spostamenti eccessivi, a fronte di eccitazioni dinamiche di bassa intensità,
come quelle dovute al vento. Anche il coefficiente di smorzamento viscoso
equivalente varia in funzione della deformazione di taglio. COMPORTAMENTO
A “FILTRO” Quando
un oscillatore è sollecitato da una forzante armonica di frequenza w, a regime manifesta un moto oscillante caratterizzato
dallo stesso periodo. In particolare se w
si avvicina alla frequenza naturale dell’oscillatore, questo va incontro a risonanza,
e in assenza di smorzamento gli spostamenti crescono indefinitamente. Anche
se la sollecitazione presenta un contenuto ricco in frequenza, nell’ipotesi
di smorzamento sufficientemente basso l’azione di una banda ristretta di
frequenze, centrata su quella di risonanza, predomina su tutti gli altri
contributi. Per questo motivo si afferma che gli isolatori funzionano da
filtro, rendendo apprezzabile solo l’effetto della componente della
forzante di frequenza wB. Normalmente l’area del ciclo isteretico non varia con
la frequenza della forzante, e dipende solo dal percorso deformativo. Il
raggiungimento di un grado di isolamento è molto difficoltoso se la
flessibilità del manufatto è elevata, perché si rendono necessari isolatori
di rigidezza esigua, cioè di notevoli dimensioni. Inoltre la flessibilità
aumenta l’importanza dei modi superiori, difficilmente controllabili. Queste
osservazioni rendono poco efficace l’utilizzo dell’isolamento sismico su
strutture alte e snelle. MODELLI
COSTITUTIVI PER GLI ISOLATORI Per
la progettazione strutturale degli isolatori sismici elastomerici si
utilizzano modelli 3D agli elementi finiti. La Figura 4 mostra un modello FEM
di isolatore elastomerico sottoposto a carichi di compressione e taglio.
Figura 4 Il
comportamento degli isolatori elastomerici evidenzia, in termini di curve
forza-spostamento, caratteristici cicli isteretici, come quelli mostrati in
Figura 5a e Figura 5b.
Figura 5a
Figura 5b Modelli
costitutivi semplificati Per
poter modellare analiticamente il comportamento in esercizio degli isolatori
si ricorre normalmente a diagrammi forza-spostamento semplificati,
normalmente di tipo bilineare (Figura 6). I cicli forza-spostamento degli
isolatori riproducono il comportamento bilineare degli elastomeri e sono
perfettamente noti quando lo siano il carico di snervamento ed il
corrispondente spostamento, nonché i valori limite di forza e spostamento.
Figura 6 Di
norma lo spostamento limite corrisponde ad uno scorrimento vicino al 200%,
oltre il quale il materiale subisce un brusco incrudimento. Potrebbe sembrare
un fattore positivo l’aumento di rigidezza in condizioni limite, perché
conterrebbe ulteriori incrementi di deformazione. In realtà questo comporta
un aggravio delle sollecitazioni sulla sovrastruttura, a causa dell’aumento
di importanza dei modi superiori. Per questo motivo il tratto incrudente non
viene preso in considerazione nella progettazione. Quella bilineare è una
modellazione che rispecchia in modo coerente il comportamento degli
isolatori, ma per questo richiede per l’analisi strutturale l’adozione di
tecniche di integrazione al passo. STRUTTURE
DOTATE DI ISOLAMENTO ALLA BASE In
riferimento al modello semplificato della Figura 6 si può adottare una
rigidezza equivalente KB data da:
a
cui corrisponde una frequenza equivalente:
essendo
M è la massa che grava sull’isolatore. In corrispondenza di tale frequenza la
massa M oscilla con un periodo T pari a:
ovvero
anche:
Se la
deformabilità degli isolatori è sufficientemente elevata rispetto a quella
della sovrastruttura (e questo lo si può ritenere soddisfatto quando il
periodo della struttura isolata è maggiore di almeno due volte del periodo
della struttura non isolata), con buona approssimazione il sistema si
comporta come una massa rigida vincolata elasticamente agli isolatori,
riducendo così l’analisi al moto di un oscillatore semplice di rigidezza KB
e massa M. La relazione (5) esprime analiticamente il disaccoppiamento del
moto della struttura da quello del terreno, così da ridurre la trasmissione,
alla sovrastruttura, dell’energia cinetica fornita dall’azione sismica. La
struttura, dunque, per effetto dell’azione sismica oscilla quasi come un
corpo rigido, mentre i dispositivi di isolamento si deformano dissipando
energia. |
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