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· Protezione Sismica delle Strutture · · PROPRIETÁ GENERALI DEGLI ISOLATORI
SISMICI · · VANTAGGI DELL’ISOLAMENTO SISMICO
· TIPOLOGIE DI ISOLATORI SISMICI
· · · · · · · · VANTAGGI DELL’ISOLAMENTO SISMICO
L’isolamento
sismico è una tecnica del controllo strutturale di tipo passivo mediante la
quale si cerca di ottenere un adeguato livello di protezione delle strutture
dagli effetti negativi conseguenti al verificarsi di un evento sismico. Per
raggiungere questo obiettivo è necessario ridurre in modo significativo gli
stati di sollecitazione sulla costruzione dovuti fondamentalmente alle forze
d’inerzia che il sisma trasmette, attraverso il terreno e quindi le
fondazioni, alla sovrastruttura. Ridurre le forze d’inerzia equivale a
diminuire le accelerazioni trasmesse, ovvero ad operare nel ramo discendente
dello spettro di risposta (Figura 1).
Figura 1 Valori
bassi di accelerazione nello spettro di risposta corrispondono ad elevati
valori del periodo proprio T dei vari modi di vibrare del sistema strutturale.
Ecco allora che per indurre nella struttura bassi livelli di accelerazione è
necessario incrementare i periodi naturali dei principali modi di vibrare
(Figura 2).
Figura 2 Ciò
avviene inserendo tra le fondazioni e la sovrastruttura da proteggere
particolari dispositivi detti isolatori sismici (Figura 3). Questa
tecnica di protezione sismica è detta anche Base Isolation.
Nell’isolamento sismico dei ponti essi vengono interposti tra l’impalcato e
la testa delle pile o delle spalle. In caso di sollecitazione sismica
l’inserimento degli isolatori consente, come detto, di incrementare il
periodo proprio di vibrazione della struttura, allontanandolo dalla zona
dello spettro di risposta con maggiori accelerazioni.
Figura 3 Questo
crea di fatto un disaccoppiamento dinamico della costruzione rispetto al
terreno (effetto “filtro”), così da ridurre la trasmissione alla
sovrastruttura dell’energia fornita dall’azione sismica. Per effetto di
quest’ultima il sistema fondazione-isolatori-struttura è in grado di
dissipare l’energia sismica del suolo: la dissipazione è concentrata quasi
esclusivamente nei dispositivi di isolamento, i quali dissipano l’energia
sismica trasmessa loro dalle fondazioni a spese di grandi deformazioni
plastiche, mediante ampi cicli di isteresi. Ciò consente alla sovrastruttura,
rimanendo pressoché immobile rispetto al moto del terreno, di avere una
risposta praticamente in campo elastico. Questo modifica considerevolmente
l’input sismico, in quanto riducendo le accelerazioni trasmesse al
fabbricato, innalzano considerevolmente la capacità di risposta della
struttura nei confronti della resistenza ultima di collasso e dello stato limite
di danno. Questo aspetto è di particolare importanza per tutti quegli edifici
che devono rimanere operativi per la gestione dell’emergenza successiva al
verificarsi di un terremoto violento, come ad esempio ospedali o caserme dei
VV.FF.. A differenza di tutti gli altri sistemi, questi dispositivi permettono anche di proteggere, oltre alla struttura portante, anche le parti non strutturali e quanto in essa contenuto. Infatti per effetto dell’assenza quasi totale di deformazioni di interpiano (drift), questa tecnologia consente di evitare lesioni o danni a tamponature, tramezzi, impianti o ai beni contenuti all’interno di edifici, quali musei o biblioteche, centri di calcolo, ecc. Questo consente di minimizzare od eliminare del tutto i danni causati alle strutture da un sisma, mantenendo inalterata, anche dopo il verificarsi di un severo evento tellurico, l’attività che in esse viene svolta. TIPOLOGIE
DI ISOLATORI SISMICI Come
detto, gli isolatori sismici svolgono la funzione di limitare le accelerazioni
trasmesse alla struttura mediante l’abbassamento del periodo do oscillazione,
riducendo in tal modo le forze inerziali trasferite alla struttura stessa.
Affinché questi dispositivi siano in grado di isolare una struttura mediante
dissipazione di energia essi devono poter compiere grandi spostamenti. Per
rispondere a tale richiesta essi devono possedere elevata rigidezza in
direzione verticale e bassa rigidezza in quella orizzontale. Gli isolatori
sismici si suddividono in due categorie: -
isolatori elastomerici -
Isolatori elastoplastici -
isolatori a scorrimento Isolatori
elastomerici Gli
isolatori elastomerici realizzano la dissipazione di energia a spese di
grandi deformazioni plastiche, mediante ampi cicli di isteresi. Sono
costituiti da strati di materiale elastomerico alternati a piastre di acciaio
connessi tra loro mediante processo di vulcanizzazione. Questi dispositivi
sono caratterizzati da ridotta rigidezza orizzontale, in modo tale da
garantire il disaccoppiamento del moto orizzontale della struttura da quello
del terreno, ed elevata rigidezza verticale e portata per i carichi
verticali. Isolatori
elastoplastici Gli isolatori elastoplastici sono costituiti da elementi che
si mantengono in campo elastico in presenza di soli carichi verticali ed
invece plasticizzano in presenza di azioni orizzontali superiori ad una
soglia prefissata. Isolatori
a scorrimento Sostanzialmente
sono apparecchi di appoggio scorrevoli che sostengono i carichi verticali
trasmessi dalla struttura, consentendo nel contempo gli spostamenti
orizzontali. Normalmente gli isolatori a scorrimento sono sempre accoppiati a
dispositivi ausiliari in modo tale da riunire in un unico dispositivo la
duplice funzione di sostenere i carichi verticali e di dissipare l’energia
sismica. I più frequentemente impiegati sono: - isolatori a scorrimento
con dispositivi isteretici
-
isolatori a scorrimento con ammortizzatori viscosi Mentre i primi
sfruttano lo snervamento dei metalli per dissipare energia e limitare la
massima forza trasmessa, i secondi raggiungono lo stesso obiettivo sfruttando
la viscosità di opportuni fluidi. |
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