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· Protezione Sismica delle Strutture
· Sistemi e Tecnologie Antisismiche · · SICUREZZA SISMICA IN ITALIA: IL CONTRIBUTO DELL’ENEA
(*) · ·
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· · · · · · · · (*) L’articolo riproduce
l’intervista al Prof. Alessndro Martelli, intervista curata dall'ufficio
stampa dell'ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo
Sviluppo Economico Sostenibile”). Essa è stata pubblicata il 13 ottobre 2009
nel sito internet www.enea.it nella rubrica
"Qualche spunto su ...". Alessandro
Martelli è responsabile della Sezione Prevenzione
Rischi Naturali e Mitigazione Effetti (PROTPREV) dell’Agenzia Nazionale per
le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA),
Bologna; docente di Costruzioni in Zona Sismica alla Facoltà di Architettura
dell’Università degli Studi di Ferrara; presidente dell’associazione GLIS
(GLIS – Isolamento ed altre Strategie di Progettazione Antisismica); past
president e coordinatore della Sezione Territoriale Europea dell’Anti-Seismic
Systems International Society (ASSISi); coordinatore del Task Group 5 on
Seismic Isolation of Structures dell’European Association for Earthquake
Engineering (EAEE-TG5) L’ENEA è l’unico organismo di ricerca
italiano a possedere, in campo sismico, elevate competenze sia di sismologia
che d’ingegneria sismica. In particolare, l’ENEA riveste un ruolo di primo
piano, a livello sia nazionale che internazionale, nello sviluppo e
nell’applicazione dell’isolamento sismico e delle altre moderne tecnologie
antisismiche, nonché detiene sofisticate attrezzature come le “tavole
vibranti” che, riproducendo artificialmente i terremoti, permettono di
effettuare prove dinamiche di strutture edilizie e di elementi architettonici
per verifiche di resistenza alle sollecitazioni sismiche, ed altre speciali
“macchine”, progettate e realizzate dall’Agenzia, che consentono di eseguire
queste prove su isolatori sismici per ottimizzarne le caratteristiche e
validarne l’efficacia. Chiediamo all’ing. Alessandro
Martelli di spiegarci come si sono sviluppate queste competenze all’ENEA e come
vengono messe a disposizione per la sicurezza del Paese Le competenze di Sismologia, di Ingegneria
Sismica, così come quelle sperimentali, traggono origine dalle attività
connesse alla progettazione antisismica degli impianti nucleari (già dalla
fine degli anni ’70). Negli ultimi decenni l’ENEA ha effettuato dettagliati
studi, nell’ambito di progetti comunitari ed anche in collaborazione con
partner giapponesi ed americani, per lo sviluppo e l’ottimizzazione di
isolatori in gomma, dissipatori d’energia ed altri dispositivi e tecnologie
antisismici, che sono ora installati in numero sempre crescente di edifici
strategici, pubblici e residenziali, sia di nuova costruzione che già
esistenti. L’ENEA è impegnata, inoltre,
nell’applicazione di queste tecnologie per la protezione dal terremoto degli
impianti a rischio di incidente rilevante, quali gli impianti energetici,
quelli nucleari di nuova generazione e quelli chimici (es. i serbatoi di gas
naturale liquefatto). Applicazioni di rilievo sono inoltre state effettuate
con interventi di salvaguardia e recupero del nostro patrimonio culturale. La collaborazione in atto da molti anni con
il Dipartimento della Protezione Civile (DPC), a partire dal sisma del Friuli
del 1976, ha reso l’ENEA un partner su cui fare affidamento sia per
interventi in fase di emergenza post-terremoto (valutazione dei danni, messa
in sicurezza di edifici danneggiati, ecc.), che per attività di prevenzione.
Per ottimizzare tali collaborazioni ed estenderle ulteriormente, anche ad altri
rischi naturali, l’Enea ha recentemente firmato con il DPC un Protocollo
d’Intesa su “Collaborazioni sulla prevenzione e mitigazione dei rischi
sismico, idrogeologico ed antropico e sulle relative attività di formazione
ed informazione” Ci può fornire alcuni esempi
degli interventi e collaborazioni svolte dall’ENEA in questo campo? Particolarmente rilevante è stato il
supporto fornito dall’ENEA nella fase di emergenza post-terremoto in Abruzzo, dove numerosi tecnici dell’ENEA
sono stati inseriti nelle squadre della protezione civile fino dai primi
giorni successivi al terremoto del 6 aprile (come previsto dalla legge e dal
Protocollo d’Intesa). Ancor prima, in Molise, dopo il terremoto del 2002, oltre 20 esperti dell’ENEA
affiancarono dapprima quelli del DPC e poi i tecnici del Comune di San
Giuliano di Puglia, anche per attività come demolizioni di edifici
danneggiati e collaborazione per la stesura del piano di ricostruzione.
L’ENEA ha contribuito alla crescita della protezione sismica degli edifici in
Italia grazie allo sviluppo dei sistemi e dei dispositivi antisismici, a cui
bisogna aggiungere le attività di cui si è occupata nelle fasi di progetto e
di controllo per assicurare la corretta realizzazione di edifici di notevole
importanza che sono stati isolati sismicamente. L’ENEA ha, infatti, collaborato al progetto
d’isolamento sismico per la ricostruzione della nuova Scuola degli Angeli
a San Giuliano di Puglia, di cui ha curato anche il controllo
della corretta realizzazione, collaudandola. L’ENEA ha contribuito anche al restauro
della Basilica Superiore di San Francesco in Assisi a seguito dei
danni da essa subiti nel terremoto umbro-marchigiano del 1997-98,
rivestendo un ruolo chiave nello sviluppo dei dispositivi in leghe
a memoria di forma (vedi Figura 1) e dei ritegni oleodinamici di
vincolo provvisorio che sono stati in essa installati. · I dispositivi in leghe a memoria di forma, grazie alla transizione di fase che in essi si verifica durante un
terremoto fra i due stati cristallini di cui sono composti questi materiali,
permettono di limitare gli spostamenti relativi fra elementi strutturali fra
loro non connessi (come, nel caso della Basilica di Assisi, i due timpani
laterali ed il tetto del transetto) senza sovraccaricare la muratura e, allo
stesso tempo, di assicurare l’assenza di spostamenti permanenti a fine sisma. · I ritegni oleodinamici di vincolo
provvisorio, applicati ad Assisi in serie a travi in
acciaio lungo l’intero perimetro della basilica, sulla rastrematura posta al
di sotto delle grandi vetrate laterali, funzionano come le cinture di
sicurezza di un’auto: lasciano, cioè, la struttura libera di deformarsi
durante sollecitazioni lente (come quelle dovute alle escursioni termiche),
ma la irrigidiscono immediatamente nel caso di movimenti rapidi (come,
appunto, quelli causati da un terremoto).
Figura 1 – Basilica Superiore di S.
Francesco ad Assisi – Esempio di applicazione di dispositivi in leghe a
memoria di forma Oggi è possibile costruire
nuovi edifici antisismici od intervenire su quelli esistenti con interventi
per renderli sicuri durante un terremoto. Quali sono le tecnologie
antisismiche su cui state lavorando? A partire dall’inizio degli anni ’90 l’ENEA
ha effettuato dettagliati studi per lo sviluppo e l’ottimizzazione di
isolatori in gomma, dissipatori d’energia ed altri dispositivi e tecnologie
antisismici, che sono ora usualmente installati in numero sempre crescente di
edifici. L’isolamento sismico consiste nell’interporre, fra la base di un
edificio ed il terreno, dispositivi in grado di ridurre drasticamente le
forze sismiche agenti sulla struttura. Si crea in questo modo una
disconnessione fra la struttura ed il terreno. In caso di sisma, la struttura
trasla indeformata e lentamente sugli isolatori sismici, senza subire alcun
danno né causare panico. Questo concetto era già noto fino dall’antichità: i
Greci, ad esempio, solevano interporre strati di sabbia o di altri materiali
sotto i loro templi. Solo a partire dagli anni ’60 si sono però resi
disponibili materiali e dispositivi completamente adatti allo scopo. Oggi gli
isolatori più diffusi sono formati da strati di gomma alternati a piastre
d’acciaio. Più recentemente, in Italia nell’ambito della ricostruzione in
Abruzzo, sono stati utilizzati anche isolatori a scorrimento con superficie
curva, i cosiddetti isolatori “a pendolo scorrevole”. Un esempio di intervento di isolamento
sismico alla base, applicato nella ricostruzione della scuola Francesco
Jovine di San Giuliano di Puglia, è mostrato nelle Figure 2 e 3.
Figura 2 – Scuola Francesco Jovine ed il
Centro Professionale ed Universitario “Le Tre Torri" di San Giuliano di
Puglia – Esempio di applicazione di isolamento sismico alla base
Figura 3 – Isolatori installati sulle
fondazioni della nuova scuola Francesco Jovine e del Centro Professionale ed
Universitario “Le Tre Torri" di San Giuliano di Puglia La dissipazione di energia consiste
nell’inserire all’interno della struttura particolari dispositivi in grado di
dissipare l’energia immessa dal terremoto. I dissipatori riducono le
deformazioni della struttura in misura assai minore degli isolatori, perché è
proprio grazie a queste deformazioni che funzionano. Per dissipare energia si
sfruttano fenomeni fisici quali la deformazione plastica di metalli, la
trafilazione di fluidi viscosi e l’attrito. Esempi di dissipazione d’energia, applicata
alla Scuola Domiziano Viola di Potenza ed alla Scuola Gentile Fermi di
Fabriano, sono mostrati nelle Figure 4 e 5.
Figura 4 – Scuola Domiziano Viola di
Potenza – Esempio di applicazione della dissipazione d’energia (dissipatori
elastoplastici)
Figura 5 – Scuola Gentile Fermi di Fabriano
Potenza – Esempio di applicazione della dissipazione d’energia (dissipatori
viscoelastici) ENEA ha sviluppato competenze
e tecnologie in campo sismico in sinergia con il GLIS, di cui è uno degli
attori costitutivi. Che cosa è il GLIS e quale è la partecipazione ENEA? Il GLIS, fondato nel 1989, si occupa di isolamento ed altre strategie di
progettazione antisismica, e l’ENEA fin dall’inizio ha ricoperto l’incarico
di coordinarlo e, dalla sua costituzione in associazione nel 2006, di
presiederlo. Il suo acronimo originale è Gruppo di Lavoro Isolamento Sismico
ed opera in Italia per lo sviluppo, per l’applicazione delle moderne
tecnologie antisismiche e per l’incremento della protezione sismica di varie
tipologie strutturali. Attiva, inoltre, collaborazioni fra gli Enti e le
industrie per progetti di ricerca a livello sia nazionale che internazionale,
collaborando anche con analoghe associazioni di altri paesi, europee ed
internazionali. Il GLIS è costituito da circa 300
associati, ciascuno dei quali in rappresentanza del proprio settore, ed in
particolare della ricerca, dello sviluppo e dell’applicazione delle moderne
tecnologie antisismiche. Si tratta di professionisti e di esperti provenienti
da Enti di Ricerca, incluso il Centro Comune di Ricerca di Ispra, Università,
industria manifatturiera, imprese di costruzione, Istituzioni Nazionali,
Regionali e Locali ed organi di informazione. Il GLIS aderisce a sua volta
all’Associazione internazionale “ASSISi”, il cui acronimo sta per Anti-Seismic
Systems International Society, che raggruppa più
di 30 paesi nel mondo. Nata nel 2001 a circa un mese di distanza dall’attacco
alle Torri Gemelle di New York, ASSISi prende il nome della omonima Città che
l’ha vista nascere e che è universalmente riconosciuta come simbolo di Pace e
collaborazione internazionale, per affermare la volontà dei fondatori di
operare per un mondo più sicuro e protetto da eventi naturali e da incidenti
provocati dall’uomo. |
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