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· Protezione Sismica delle Strutture
· Sistemi e Tecnologie Antisismiche · · SICUREZZA SISMICA DELLE SCUOLE: POSSIBILI CONTRIBUTI
DELL’ENEA (*) · ·
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· · · · · · · · Alessandro
Martelli è - responsabile della Sezione Prevenzione Rischi
Naturali e Mitigazione Effetti (PROTPREV) dell’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie,
l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA), Bologna; - docente di Costruzioni in Zona Sismica alla Facoltà
di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara; - Presidente dell’associazione GLIS (GLIS – Isolamento
ed altre Strategie di Progettazione Antisismica); - primo past president e coordinatore della Sezione
Territoriale Europea dell’Anti-Seismic Systems International Society
(ASSISi); - coordinatore
del Task Group 5 on Seismic Isolation of Structures dell’European
Association for Earthquake Engineering (EAEE-TG5) (*) Il 16 dicembre 2009, nella seduta N. 259 della Camera dei Deputati, in
occasione della discussione della Legge Finanziaria, gli Onn. Angelo
Alessandri, Fabio Rainieri e Manuala Lanzarin hanno proposto l’ordine del giorno
n. 9/2936-A/50 per impegnare il Governo, che poi ha accettato (Atti
Parlamentari, XVI Legislatura – Allegato A ai Resoconti – Seduta del 16
Dicembre 2009 – N. 259, pp. 51-53 e VII-VIII), a proteggere le scuole
italiane con l’isolamento sismico e la dissipazione di energia. Il testo era
stato predisposto sulla base di una proposta del Presidente del GLIS,
riportata di seguito, da lui avanzata anche quale responsabile della Sezione
Prevenzione Rischi Naturali e Mitigazione Effetti dell’ENEA. Proposta del Presidente del GLIS Prof. Ing. Alessandro Martelli Fra tutte le
tipologie di costruzioni, gli edifici scolastici dovrebbero essere, assieme
agli ospedali, quelli maggiormente protetti da eventi calamitosi e, fra
questi, soprattutto dal terremoto (che, in Italia è l’evento che comporta il
rischio più elevato). Per gli edifici scolastici occorre porsi l’obiettivo di
garantire, fino ai più violenti terremoti prevedibili nei siti ove tali
edifici sono ubicati, la completa incolumità degli alunni, oltre che degli insegnanti e delle altre persone
presenti. Dunque, non è sufficiente evitare il crollo degli edifici
scolastici fino ai terremoti suddetti (requisito minimo previsto dalle
normative sismiche, incluse le nuove Norme
Tecniche per le Costruzioni), ma è indispensabile garantire l’integrità assoluta di tali edifici, cioè l’assenza di
qualsiasi danno, anche agli elementi non strutturali ed agli oggetti
contenuti; occorre, inoltre, minimizzare l’entità delle vibrazioni sismiche
trasmesse dal terreno agli edifici, onde evitare il
panico. Gli obiettivi summenzionati non sono
perseguibili con progettazione antisismica convenzionale (basata sulla
“robustezza” delle strutture), ma lo sono totalmente con l’isolamento sismico alla base degli edifici ed in larga
misura inserendo sistemi di dissipazione d’energia al loro interno. Come tutte le
altre tipologie di costruzioni italiane, ben oltre la
metà degli edifici scolastici attualmente esistenti nel
nostro paese risultano inadeguati a resistere ai terremoti ai quali essi
potrebbero essere soggetti. Su molti di questi edifici esistenti è assai
difficile o troppo costoso intervenire per garantirne una sufficiente
sicurezza sismica, o perché trattasi di edifici monumentali (soggetti,
quindi, anche ai requisiti della conservazione), o perché sono semplicemente
troppo vecchi. Nel primo caso è auspicabile destinare gli edifici ad un uso
diverso e spostare le funzioni scolastiche in altre strutture (possibilmente
di nuova costruzione); nel secondo caso la soluzione migliore (anche dal
punto di vista economico) è la demolizione e ricostruzione. Per le nuove realizzazioni di
edifici scolastici non sussiste alcun impedimento di carattere tecnico perché
essi siano realizzati con l’isolamento sismico alla base (in Italia 4 nuove scuole isolate sono già state completate
ed almeno altre 12 sono in costruzione). A favore di questa soluzione
progettuale sono, oltre al livello di sicurezza nettamente maggiore rispetto
ad una costruzione fondata convenzionalmente, anche il bilancio economico
complessivo (che tiene conto non solo dei costi di costruzione, ma anche di
quelli di demolizione o riparazione, asportazione e stoccaggio dei detriti,
delocalizzazione delle attività scolastiche, ecc.) e (per quanto appena
detto) gli evidenti benefici di carattere ambientale ed energetico. Quanto ai soli costi di costruzione, occorre notare che, in Italia, gli edifici scolastici hanno un
numero ridotto di piani e di norma non necessitano di un piano interrato
(utilizzabile, in altre tipologie di edifici, ad esempio come garage e/o
scantinati): pertanto, nonostante la nuova normativa sismica italiana
permetta di alleggerire la sovrastruttura e le fondazioni degli edifici
isolati sismicamente (per tener conto parzialmente della drastica riduzione
delle azioni sismiche operata dal sistema d’isolamento), per gli edifici
scolastici con isolamento alla base sono talvolta da mettere in conto costi
di costruzione aggiuntivi dovuti all’uso di tale protezione (isolatori,
solaio aggiuntivo al di sopra di essi, ecc.); tali costi addizionali, però,
se esistenti, sono usualmente limitati a pochi percento dei costi complessivi
di costruzione dell’edificio (spesso a meno del 10%). Ciò è dimostrato anche
dall’esperienza applicativa, da quella riguardante la nuova scuola di San
Giuliano di Puglia (per la quale l’isolamento sismico non ha comportato costi
aggiuntivi di costruzione) a quelle riguardanti due nuove realizzazioni in
provincia di Bologna, site in aree a sismicità moderata: la nuova scuola
isolata in costruzione a Marzabotto, per la quale i costi suddetti sono stati
meno del 2% dei costi dell’opera completa, e quella che sorgerà a Vado
(Monzuno), progettata con fondazioni convenzionali prima che l’area fosse
classificata sismica, per la quale l’inserimento dell’isolamento sismico ha
evitato la necessità di irrobustire l’edificio per renderlo capace di
resistere alle azioni sismiche derivanti dalla nuova classificazione, con un
costo addizionale pari a quello che l’irrobustimento suddetto avrebbe comportato. Per interventi su edifici scolastici esistenti l’isolamento sismico è utilizzabile (così come per le altre tipologie
di costruzioni) solo se attorno all’edificio sussiste od è realizzabile lo
spazio (in Italia tipicamente da 10 cm a 50 cm, in funzione della
pericolosità sismica dell’area) necessario per lo spostamento “di corpo
rigido” che caratterizza la parte dell’edificio (sovrastruttura) che poggia
sugli isolatori. I costi possono essere anche nettamente inferiori a quelli
di un intervento convenzionale, potendosi evitare il denudamento
dell’ossatura portante, l’irrobustimento dei pilastri e dei nodi
trave-pilastro, l’inserimento di setti irrigidenti, ecc. (vi sono esempi, per
edifici italiani così adeguati, di risparmi anche del 20%). Quando l’isolamento
sismico non sia applicabile, è usualmente possibile migliorare sismicamente
gli edifici inserendo in essi dissipatori di energia (in Italia ciò è già
stato fatto in numerose opere, a partire dagli anni ’90); il costo dei
dissipatori è di norma largamente compensato dalla possibilità di evitare
irrobustimenti della struttura portante. In Italia l’edificio scolastico dotato d’isolamento sismico alla base
più famoso è la nuova scuola Francesco Jovine o “Angeli di San Giuliano”
(Figura 1): tale scuola è stata la prima, protetta dall’isolamento sismico,
ad essere completata in Italia, in settembre 2008. Il sistema d’isolamento è
stato progettato da un team di esperti coordinato dall’ENEA e la struttura è
stata soggetta a collaudo in corso d’opera (c.o.) da parte di un esperto
dell’Ente.
Figura 1 – La nuova scuola Francesco Jovine ed il Centro Professionale
ed Universitario “Le Tre Torri” di San Giuliano di Puglia, al momento del
collaudo da parte di A. Martelli per conto
dell’ENEA in settembre 2008; vista del sistema d’isolamento sismico durante
la costruzione L’ENEA ha anche contribuito alla progettazione del sistema di
isolamento sismico e/o ha effettuato od effettuerà il collaudo in corso
d’opera di ulteriori nuove scuole, a Marzabotto (BO), Campobasso, Vado (BO) e
Mulazzo (MS) (Figure 2, 3 e 4).
Figura 2 – La nuova scuola di Marzabotto (BO) e vista del sistema
d’isolamento sismico, durante la costruzione (ottobre 2009). L’ENEA ha
collaborato al progetto dell’isolamento sismico. Il collaudo in c.o. è
affidato ad A. Martelli per conto dell’ENEA
Figura 3 – Il Liceo Scientifico Romita di Campobasso (che ospitava
1300 studenti), prima della demolizione (di prossimo inizio) e della successiva
prevista ricostruzione con l’isolamento sismico di almeno due dei suoi corpi
di fabbrica. L’ENEA ha collaborato agli studi di vulnerabilità sismica ed al
progetto dell’isolamento sismico. Il collaudo in c.o. è affidato ad A.
Martelli per conto dell’ENEA
Figura 4 – La nuova scuola di Mulazzo (MS) e vista del sistema
d’isolamento sismico durante la costruzione nel 2008. Il collaudo in c.o. è
affidato ad A. Martelli per conto dell’ENEA Sono, inoltre, da citare la progettazione ed il collaudo in c.o. di
ulteriori 4 nuove scuole toscane isolate simicamente effettuati nell’ambito
del Protocollo d’Intesa su “Applicazioni dell’Isolamento
Sismico e delle Altre Moderne Tecnologie Antisismiche ad Opere ed Edifici, in
Particolare ad Uso Scolastico” firmato dalla
Regione Toscana, dall’ENEA e dal GLIS nel 2004 (Figura 5).
Figura 5 – La nuova scuola di Gallicano (LU), completata in settembre
2009 con l’isolamento sismico nell’ambito di un Protocollo d’Intesa fra
Regione Toscana, ENEA e GLIS Qualche anno prima
dell’isolamento sismico della nuova scuola di San Giuliano di Puglia, alcune
scuole esistenti erano state migliorate simicamente in Italia con sistemi di
dissipazione di energia, prima a Potenza e provincia, poi anche nelle Marche:
fra queste ultime è da citare la scuola Gentile Fermi di Fabriano, di
architettura razionalista, che, a seguito dei danni subiti durante il
terremoto umbro-marchigiano del 1997-98 (e di precedenti problemi di
carattere statico) è stata migliorata simicamente con dissipatori
viscoelastici sviluppati nell’ambito del progetto comunitario REEDS promosso
dall’ENEA (Figura 6).
Figura
6 – La scuola Gentile Fermi di Fabriano, prima e dopo il miglioramento
sismico con dissipatori viscoelastici sviluppati nell’ambito del progetto
comunitario REEDS, effettuato a seguito dei danni subiti durante il terremoto
umbro-marchigiano del 1997-98 In accordo con quanto in parte precedentemente detto, l’ENEA, nell’ambito dell’edilizia scolastica, può intervenire proficuamente nei seguenti settori: · sviluppo di nuovi dispositivi antisismici e
(attraverso le proprie attrezzature sperimentali) prove su tali dispositivi e
su modelli di strutture da essi protette; · definizione dell’input sismico, anche
mediante prove sismiche in sito, ossia analisi della risposta sismica locale
e micro zonazione sismica, con definizione di
spettri e/o accelerogrammi di sito; · valutazione della vulnerabilità sismica di
edifici esistenti, anche attraverso prove sperimentali su materiali e
strutture, con individuazione delle tecniche più idonee
per l’adeguamento sismico delle strutture; · consulenza specialistica di supporto alla
progettazione strutturale con particolare riferimento al dimensionamento e
alla verifica di sistemi moderni di protezione sismica,
sia per edifici di nuova realizzazione che per adeguamento di edifici
esistenti; · consulenza specialistica di supporto alla
installazione dei dispositivi antisismici; · collaudo in corso d’opera; · monitoraggio sismico delle strutture. |
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