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· Ordinanza 3274 del 20 Marzo 2003 · · DUTTILITÁ STRUTTURALE LOCALE ·
· INTRODUZIONE
· VECCHIA CLASSIFICAZIONE SISMICA
· NUOVA CLASSIFICAZIONE SISMICA · ·
· · · · · INTRODUZIONE La
progettazione di strutture in zona sismica, a parità di criteri progettuali e
metodi di verifica, assume, per una stessa costruzione, una forte
differenziazione a seconda del sito dove viene edificata. Appare evidente
infatti che la progettazione sia influenzata in maniera determinante dalla
probabilità che ha il sito, in un determinato periodo di tempo, di essere
soggetto ad eventi sismici di una certa magnitudo. Per poter eseguire una
corretta progettazione strutturale è allora necessario conoscere questo
livello di pericolosità sismica della zona dove si andrà ad edificare la
struttura. Operativamente le informazioni che quantificano le probabilità che
i terremoti di una certa magnitudo, con specifico periodo di ritorno,
colpiscano le varie zone di un territorio, costituiscono la classificazione
sismica di quel territorio. Per classificazione sismica si intende
appunto una suddivisione del territorio nazionale in zone alle quali vengono
attribuiti valori differenziali del grado di sismicità, atti a definire
il livello di rischio sismico per le costruzioni che in esse sono edificate.
Per questo motivo la classificazione sismica viene anche chiamata mappa
della pericolosità sismica. VECCHIA
CLASSIFICAZIONE SISMICA La
normativa precedente sulle costruzioni in zona sismica (D.M. LLPP 16 gennaio
1996) suddivideva il territorio nazionale, dal punto di vista sismico, in
“zone classificate” e in “zone non classificate”, dando l’impressione
(erronea) che esistessero “zone sismiche” e “zone non sismiche”. La classificazione
del D.M. era a macchia di leopardo, essendo formata da zone sismiche
delimitate da confini comunali, esigenza questa dettata da ragioni puramente
amministrative e di praticità (Figura 1).
Figura
1 zona
di I categoria zona
di II categoria zona
di III categoria zona
non classificata Nella
realtà questa classificazione non coglieva l’aspetto fisico del fenomeno
perché quando si verifica un terremoto la sua influenza non è limitata a una zona
ben definita. Il sisma infatti è un fenomeno di propagazione ondosa, che ha
una distribuzione sul territorio molto vasta e diffusa. L’intensità sismica
inoltre si riduce progressivamente a partire dalla zona epicentrale man mano
che ci si allontana da essa. L’influenza dell’azione sismica viene rilevata
esclusivamente dalle registrazioni strumentali effettuate dal sistema di reti
sismografiche diffuse sul territorio nazionale. I sismografi sono in grado di
rilevare il minimo scuotimento del terreno per sisma anche se questo non
produce alcun effetto percepibile da persone, animali o cose. Questo
significa, nella sostanza, che anche nelle zone considerate non sismiche si
registra comunque un’accelerazione del terreno, che può essere identificata e
quantificata anche se di magnitudo tale da poter non avere alcuna
ripercussione significativa sugli edifici. NUOVA
CLASSIFICAZIONE SISMICA Purtroppo
in Italia si sono verificati terremoti che hanno provocato danni ingenti in
termini di perdite di vite umane e di crolli strutturali anche in zone non
dichiarate sismiche. L’aspetto di maggiore rilievo introdotto dall’Ordinanza
3274 è costituito senza dubbio dai nuovi criteri di classificazione sismica
del territorio nazionale, necessari proprio per coprire questa grave lacuna
lasciata irrisolta dalla normativa precedente. L’Ordinanza suddivide a tal
fine l’intero territorio nazionale in quattro zone di sismicità, individuate
in base a valori decrescenti di “accelerazioni massime” al suolo (Figura 2).
Figura
2 zona
sismica 1 zona
sismica 2 zona
sismica 3 zona
sismica 4 Per
queste zone le norme indicano quattro valori di accelerazioni orizzontali (ag/g)
di ancoraggio dello spettro di risposta elastico. In particolare ciascuna zona
è individuata secondo valori di accelerazione di picco orizzontale del suolo
ag, con probabilità di superamento del 10% in 50 anni, secondo le
tabella seguente:
L’assegnazione
di un territorio ad una delle quattro zone suddette avviene mediante le
valutazioni di ag (con tolleranza 0,025g) rappresentate in termini
di curve di livello con passo 0,025g. |
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