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· Normativa e Sicurezza Strutturale
· Ordinanza 3274 del 20 Marzo 2003 · · CARATTERISTICHE GENERALI DEGLI
EDIFICI ·
· INTRODUZIONE
· SEMPLICITA’ STRUTTURALE
· UNIFORMITA’ E SIMMETRIA · IPERSTATICITÁ · REGOLARITÁ
STRUTTURALE
· RESISTENZA E RIGIDEZZA BIDIREZIONALE · RESISTENZA E
RIGIDEZZA TORSIONALE · AZIONI MEMBRANALI SUGLI IMPALCATI · STRUTTURE DI FONDAZIONE ADEGUATE · INTRODUZIONE
La possibilità
che si verifichi un terremoto deve essere considerata come un’importante
aspetto da tenere in conto nella fase di progettazione di un edificio in zona
sismica. Questo aspetto deve essere preso in considerazione fin dalle prime
fasi dello sviluppo del progetto
dell’edificio in modo da consentire la definizione di un modello
strutturale che, a fronte di costi accettabili, sia in grado di soddisfare i
requisiti fondamentali, ossia il requisito di non-collasso e il requisito
di limitazione deI danno. Il comportamento di una struttura durante un
terremoto dipende, oltre che dalle caratteristiche dell’azione sismica, dalla
qualità della struttura stessa, che è funzione della tipologia strutturale,
della procedura di progettazione, del dettaglio degli elementi strutturali e
della cura della realizzazione. I principi base della progettazione degli
edifici specificati nell’Ordinanza hanno proprio lo scopo di orientare la
progettazione verso questi obiettivi. Per tale motivo gli edifici devono
avere quanto più possibile le seguenti caratteristiche generali: - semplicità
strutturale - uniformità e
simmetria - iperstaticità - regolarità strutturale Come però
specificato meglio nell’EC8, i principi guida che devono governare
l’approccio progettuale delle costruzioni in zona sismica comprendono anche: - resistenza e
rigidezza bidirezionale - resistenza e
rigidezza torsionale - azioni membranali
sugli impalcati - strutture di
fondazione adeguate L’obiettivo
fondamentale di questi principi guida è quello di concepire un edificio nel
quale le forze laterali possano essere facilmente trasferite a terra senza
eccessive deformazioni e con un comportamento duttile che ne assicuri il buon
funzionamento sotto azione sismica. SEMPLICITA’ STRUTTURALE La semplicità
strutturale, caratterizzata dall’esistenza di percorsi chiari e diretti per
la trasmissione delle forze sismiche, è un’importante obiettivo da perseguire
poiché la modellazione, l’analisi, il dimensionamento, la definizione dei
particolari e la costruzione di strutture semplici sono soggette a minori
incertezze e quindi la previsione del loro comportamento durante un evento
sismico può essere ipotizzata in maniera molto più realistica. UNIFORMITA’ E SIMMETRIA L’uniformità, che
in qualche modo è collegata alla semplicità, è caratterizzata da una regolare
distribuzione degli elementi strutturali che, quando realizzata in pianta,
permette una trasmissione rapida e diretta delle forze di inerzia prodotte
dalle masse distribuite dell’edificio. Se necessario questa uniformità può
essere ottenuta dividendo l’intero edificio mediante appositi elementi di
collegamento in unità dinamicamente indipendenti. L’uniformità
dell’edificio nel suo sviluppo verticale è altrettanto importante poiché in
tal modo si tende ad eliminare la formazione di zone ove vi sia una grande
concentrazione di sforzi o notevoli richieste di duttilità che potrebbero
essere causa di un prematuro collasso. Uno stretto rapporto tra la
distribuzione delle masse e delle rigidezze elimina automaticamente le
eccentricità eccessive fra le masse e le rigidezze. In edifici
caratterizzati da configurazioni simmetriche o quasi-simmetriche, la
simmetria strutturale e il corretto sviluppo in pianta sono le soluzioni più
ovvie per il raggiungimento dell’uniformità. L’utilizzo di
elementi strutturali distribuiti con regolarità aumenta la ridondanza e
permette una più favorevole ridristribuzione degli effetti dovuti all’azione
sismica, nonché una maggiore dissipazione di energia da parte dell’intera
struttura. IPERSTATICITÁ La struttura
iperstatica dotata di sufficiente duttilità globale ha un comportamento
sismico decisamente migliore nei confronti dell’azione tellurica rispetto a
quella che non lo è, in quanto, consente la formazione di meccanismi dotati
di zone critiche (cerniere plastiche) con conseguenti ridistribuzioni delle
sollecitazioni. Infatti, un elevato grado di iperstaticità accompagnato dalla
capacità di ridristribuzione consente una più diffusa dissipazione di energia
e ne incrementa il valore totale. La necessaria capacità di ridristribuzione
è raggiunta mediante le disposizioni che mirano a garantire una sufficiente
duttilità locale in termini di rotazione plastica (curvatura) in tutte le
zone critiche dove potenzialmente possono formarsi le cerniere plastiche. REGOLARITÁ STRUTTURALE I requisiti di
regolarità di un edificio sono importanti poiché a seconda che siano verificati
o meno sono richieste scelte diverse in relazione al metodo di analisi e ad
altri parametri di progetto. Le regolarità che l’Ordinanza considera sono
quelle in pianta e in altezza. Regolarità in pianta · La struttura dell’edificio
deve essere approssimativamente simmetrica in pianta rispetto a due direzioni
ortogonali per quanto riguarda la rigidezza laterale e la distribuzione della
massa. La configurazione della pianta deve essere compatta, non deve cioè
presentare forme ad H, I, X ecc. · Il rapporto tra
il lato maggiore e minore del rettangolo in cui può essere iscritto
l’edificio è inferiore a 4. · Eventuali
rientranze o sporgenze non superiori al 25% della dimensione totale
dell’edificio nella direzione del rientro o della sporgenza. · I solai possono
essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano rispetto agli elementi
verticali. Regolarità in altezza · Tutte le
strutture di controvento, come nuclei irrigidenti, pareti e telai, si devono
sviluppare senza interruzioni dalle fondazioni fino alla sommità
dell’edificio o fino alla sommità della rispettiva parte allorché fossero
presenti arretramenti a differenti altezze. · Sia la rigidezza
che la massa di ogni piano deve rimanere costante o ridursi gradualmente,
senza brusche variazioni, dalla base alla sommità (le variazioni tra un piano
e l’altro inferiori al 20%). · Il rapporto tra
la resistenza effettiva e quella richiesta dall’analisi non deve variare
troppo tra piani successivi (rapporto compreso tra 0,85 e 1,15). · Eventuali
restringimenti della sezione dell’edificio avvengono in modo graduale con le
seguenti limitazioni: ad ogni piano il rientro non supera il 30% della
dimensione corrispondente al primo piano e non supera il 10% della dimensione
corrispondente al piano immediatamente sottostante. RESISTENZA E RIGIDEZZA BIDIREZIONALE Il moto sismico
orizzontale è un fenomeno bidirezionale e per questo motivo la struttura
dell’edificio deve essere in grado di resistere ad azioni orizzontali
provenienti da qualsiasi direzione. In tal senso gli elementi strutturali
devono essere disposti in modo tale da garantire la resistenza dell’edificio.
Quest’ultima è normalmente ottenuta organizzando questi elementi in pianta
secondo una maglia ortogonale che assicuri valori analoghi di resistenza e
rigidezza in entrambe le direzioni. Inoltre la scelta
delle caratteristiche di rigidezza della struttura deve da un lato
minimizzare gli effetti dell’azione sismica e dall’altro evitare che si
sviluppino spostamenti eccessivi che potrebbero produrre fenomeni di
instabilità dovuti ad effetti del secondo ordine o un danneggiamento
eccessivo. RESISTENZA E RIGIDEZZA TORSIONALE Oltre alla
resistenza e rigidezza laterale, la struttura dell’edificio deve possedere
un’adeguata resistenza e rigidezza torsionale al fine di limitare moti di
tipo torsionale che tendono inevitabilmente a sottoporre i diversi elementi
strutturali ad un regime di sforzo
non uniforme. In quest’ottica le configurazioni in cui i principali elementi
resistenti sono distribuiti in prossimità del perimetro esterno dell’edificio
presentano chiari vantaggi. AZIONI MEMBRANALI SUGLI IMPALCATI Negli edifici gli
impalcati hanno un ruolo molto importante nel comportamento sismico
complessivo della struttura. Infatti essi si comportano come membrature
orizzontali che non solo riuniscono e trasmettono le forze di inerzia ai
sistemi strutturali verticali, ma assicurano anche che questi sistemi
partecipino tutti insieme nel contrastare l’azione orizzontale. Per questo motivo
gli impalcati rappresentano una parte essenziale della struttura
dell’edificio e naturalmente la loro azione membranali assume una particolare
importanza in edifici caratterizzati da uno sviluppo verticale complesso e
non uniforme, oppure quando si utilizzino insieme sistemi strutturali
caratterizzati da una diversa deformabilità orizzontale (ad esempio i sistemi
misti pareti-telai). E’ quindi della
massima importanza che gli impalcati possiedano un’adeguata rigidezza e
resistenza in pianta e siano collegati in maniera efficace agli elementi
strutturali verticali. STRUTTURE DI FONDAZIONE ADEGUATE In zona sismica
il progetto e la costruzione delle fondazioni nonché degli elementi di
collegamento con la sovrastruttura deve garantire che tutto l’edificio sia
sollecitato uniformemente dall’azione sismica. A tal fine per strutture
composte da un discreto numero di pareti con funzione strutturale, differenti
per larghezza e rigidezza, si deve predisporre una fondazione del tipo rigido
scatolata, con cellule più o meno grandi che includano due solette, una
all’intradosso della fondazione ed una all’estradosso. Per edifici con
elementi di fondazione separati (plinti o pile) deve essere considerato
l’utilizzo di una piastra o di una trave di collegamento tra questi elementi
in entrambe le direzioni principali. |
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