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· Normativa e Sicurezza Strutturale
· Ordinanza 3274 del 20 Marzo 2003 · · REQUISITI DI SICUREZZA E CRITERI
DI VERIFICA ·
· INTRODUZIONE
· REQUISITI DI SICUREZZA
· CRITERI DI VERIFICA · ·
· · · · · INTRODUZIONE
Per
la progettazione di nuovi edifici l’Ordinanza 3274 introduce la definizione
dei requisiti di sicurezza e dei criteri di verifica a cui devono soddisfare
le strutture in caso di evento sismico. In tale evenienza l’obiettivo è
quello di assicurare che sia protetta la vita umana, siano limitati i danni e
rimangano funzionanti le strutture essenziali agli interventi di protezione
civile. A tal fine la normativa impone che le strutture colpite da sisma
soddisfino a due requisiti fondamentali: sicurezza
nei confronti della stabilità (Stato Limite Ultimo – SLU) protezione
nei confronti del danno (Stato Limite di Danno – SLD) REQUISITI DI SICUREZZA
Sicurezza nei
confronti della stabilità (SLU) Lo
Stato Limite Ultimo rappresenta una situazione oltre la quale si ha una
condizione di pericolo per la resistenza della struttura, che può portare al
collasso (o ad altre forme di cedimento strutturale) e mettere quindi in
pericolo la sicurezza delle persone che si trovano all’interno o nei pressi della
costruzione. Il
requisito di sicurezza nei confronti della stabilità impone che sotto
l’effetto dell’azione sismica di progetto le strutture degli edifici, ivi
compresi gli eventuali dispositivi antisismici di isolamento e/o
dissipazione, pur subendo danni di grave entità agli elementi strutturali e
non strutturali, devono mantenere una residua resistenza e rigidezza nei
confronti delle azioni orizzontali e l’intera capacità portante nei confronti
dei carichi verticali. In altri termini quanto enunciato equivale ad un: requisito
di non-collasso: la struttura deve
essere progettata e costruita per sopportare l’azione sismica di progetto
senza che si manifestino fenomeni di collasso locale o globale ed in modo da
mantenere dopo l’evento sismico l’integrità strutturale nei confronti dei
carichi verticali ed una residua capacità portante nei confronti delle azioni
orizzontali. In
particolare la struttura deve essere in grado di resistere ad un’azione
sismica di progetto caratterizzata da una probabilità di superamento del 10%
in 50 anni (con periodo di ritorno di 475 anni), senza che si verifichino
fenomeni di collasso globale o locale, mantenendo quindi una capacità
portante residua al termine dell’evento sismico. Protezione nei
confronti del danno (SLD) Lo
Stato Limite di Danno rappresenta una situazione oltre la quale si genera una
condizione non ottimale per l’utilizzo della struttura che può al limite
impedirne il funzionamento, non risultando più soddisfatti i requisiti per i
quali è stata progettata. In altri termini la costruzione, pur senza
manifestare un cedimento strutturale, non può più essere utilizzata per gli
scopi preposti. Il
requisito di protezione nei confronti del danno impone che le costruzioni nel
loro complesso, includendo gli elementi strutturali e quelli non strutturali,
ivi comprese le apparecchiature rilevanti alla funzione dell’edificio, non
devono subire danni gravi ed interruzioni d’uso in conseguenza di eventi
sismici che abbiano una probabilità di occorrenza più elevata di quella
dell’azione sismica di progetto. In altri termini quanto enunciato equivale
ad un: requisito
di limitazione del danno: la struttura
deve essere progettata e costruita per sopportare un’azione sismica, che ha
una probabilità di verificarsi molto più alta dell’azione sismica di progetto
senza che si verifichi un danneggiamento con conseguenti limitazioni
nell’utilizzo, i cui costi siano eccessivamente alti se rapportati con il
costo della struttura in se. In
particolare la struttura deve essere in grado di resistere ad un’azione
sismica di progetto caratterizzata da una probabilità di superamento del 10%
in 10 anni (con periodo di ritorno di 95 anni), senza che si verifichi un
danno e una limitazione di funzionalità ad esso connessa il cui costo sia troppo
elevato rispetto al costo della struttura stessa. CRITERI DI VERIFICA I requisiti sopra
enunciati si considerano soddisfatti ove siano seguite le disposizioni
contenute nelle norme tecniche, che comprendono: -
la scelta di un’azione sismica di progetto in relazione alla zonazione
sismica ed alle categorie di suolo di fondazione; - l’adozione di
un modello meccanico della struttura in grado della struttura in grado di
descriverne con accuratezza la risposta sotto azione dinamica; - la scelta di un
metodo di analisi adeguato alle caratteristiche della struttura; - l’esecuzione
con esito positivo delle verifiche di resistenza e di compatibilità degli
spostamenti; l’adozione di
tutte le regole di dettaglio volte ad assicurare caratteristiche di duttilità
agli elementi strutturali ed alla costruzione nel suo insieme. In particolare
per lo SLU e lo SLD valgono i criteri riportati di seguito. Sicurezza nei
confronti della stabilità (SLU) La verifica
consiste nel controllare che il sistema strutturale abbia specifiche
caratteristiche di resistenza e di capacità di dissipazione energetica. Ciò
lo si ottiene mediante il fattore di struttura q che riduce le
ordinate dello spettro di risposta elastico. In altri termini, mediante
l’introduzione di q, l’azione sismica di progetto risulta essere una frazione
di quella rappresentata dallo spettro di risposta elastico (a cui corrisponde
un comportamento indefinitamente elastico) in virtù della capacità della
struttura di subire escursioni post-elastiche (plasticizzazione), cui è
associata una dissipazione energetica. Protezione nei
confronti del danno (SLD) La verifica di un adeguato grado di protezione nei
riguardi di livelli di danno inaccettabili viene effettuata controllando il rispetto
di limiti deformativi (o altri tipi di limitazione). Per le strutture
strategiche di utilità essenziale per la protezione civile, la verifica deve
assicurare che il sistema strutturale possieda sufficiente resistenza e
rigidezza da mantenersi operativo in occasione di un evento sismico con
specifico periodo di ritorno. |
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